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Redazione

Come si riconosce l'herpes genitale?

pubblicato il 04-02-2015

Risponde: Aldo Di Carlo, dermatologo e direttore scientifico dell’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma

Come si riconosce l'herpes genitale?

 

Temo di aver contratto l’Herpes genitale dal mio partner. Come posso esserne sicura, quali sono le caratteristiche della ‘malattia’ e soprattutto le cure?
Lucrezia C, Albissola


Risponde Aldo Di Carlo, dermatologo e direttore scientifico dell’Istituto Dermatologico San Gallicano, Roma 


L’Herpes genitale è una fra le più diffuse malattie a trasmissione sessuale. L’infezione può essere trasmessa dal partner in fase di malattia acuta o sintomatica o anche durante la fase di latenza (il cosiddetto shedding). Quindi la malattia potrebbe essere acquisita anche in un questo periodo di tempo, ovvero nella fase in cui non è visibile ad occhio nudo. Responsabile è il virus erpetico di tipo 2 nella maggior parte dei casi, anche se attualmente sono di frequente riscontro  anche le forme causate dal tipo 1 (herpes labialis). L’Herpes genitalis si manifesta a cinque-sei giorni dal rapporto a rischio, con un iniziale bruciore nell’area genitale che annuncia la successiva comparsa di piccole vescicole piene di liquido sieroso, spesso riunite a grappolo, sulle piccole e grandi labbra, sulla mucosa vaginale e perianale e nell’area cutanea perivulvare e perianale.

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Vista la sede delle vescicole, l’autodiagnosi è quasi impossibile. Il consiglio da dare a tutte le donne è quello di rivolgersi fin dai primi bruciori al proprio ginecologo o a un dermatologo per effettuare una visita ed esporre il problema, utile ad impostare la giusta terapia. Questa è esclusivamente medica e consiste nell’applicazione di creme locali a scopo lenitivo e antidolorifico - nella donna l’herpes può essere molto doloroso - e di una terapia sistemica per bocca. La terapia generale peraltro risolve solo momentaneamente il problema, senza eradicarlo. Va detto, infatti, che una volta contratto, il virus permarrà per sempre nell’organismo e potrà ripresentarsi con ciclicità, soprattutto nei momenti di maggiore stress, e anche se sono passati anni dall’iniziale contagio. La cadenza delle recidive è individuale: può accadere che in alcune donne i bruciori insorgano nuovamente a distanza di cinque-sei mesi dalla prima manifestazione, quindi con solo un paio di episodi all’anno, o con una frequenza anche mensile. Da qui l’importanza di sapere come trattare il problema.

La regola è quella di applicare delle creme antivirali sulla parte interessata che leniscano il bruciore, anche se l’effetto non è sempre efficace o garantito, fino a quando la fase vescicolo-erosiva non cessa (perdura in genere una settimana). Sono efficaci, nella fase acuta dei bruciori, anche dei frequenti lavaggi (bidet) con acqua tiepida in cui è stata diluita una bustina di acido borico da 30 grammi, ovvero tramite impacchi con soluzione borica al 3%, acquistabili entrambi in farmacia senza ricetta medica. Le terapie attuali comprendono diversi farmaci antivirali (aciclovir, valaciclovir, famciclovir), scelti a seconda del consiglio medico, e con diversa modalità di assunzione.

Infine nei casi in cui gli episodi di Herpes genitale siano molto frequenti, è possibile proporre una terapia soppressiva che ha l’obiettivo di ridurre la replicazione virale e quindi distanziare nel tempo le recidive. Essa consiste nella somministrazione quotidiana dell’antivirale per un periodo di sei mesi la cui risposta è generalmente buona ed ha il vantaggio di non presentare effetti significativi collaterali.


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