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L'esperto risponde

Coronavirus: diversi i farmaci in sperimentazione

pubblicato il 13-03-2020

Studi preliminari indicano che alcune molecole potrebbero avere effetto contro il coronavirus. Al via le sperimentazioni anche in Italia

Coronavirus: diversi i farmaci in sperimentazione

Clorochina, tocilizumab e remdesivir. Sono questi i nomi dei farmaci attualmente in sperimentazione per contrastare il coronavirus. Se da un lato rimane fondamentale la prevenzione attraverso l'adozione di misure restrittive anti-contagio, dall'altro la ricerca procede spedita per cercare di salvare la vita alle persone che versano in gravi condizioni a causa del virus. Possibili cure che già in queste ore sono in fase di sperimentazione nel nostro Paese. La ricerca è tutt'altro che ferma.

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11-03-2020
CLOROCHINA: BLOCCARE LA COSTRUZIONE DEL VIRUS

Una delle prime molecole utilizzate nella lotta al coronavirus è un vecchio farmaco commercializzato dal primo dopoguerra. Si tratta della clorochina, un farmaco antimalarico. Oltre ad essere attiva per questa malattia, diverse ricerche hanno dimostrato che la clorochina ha un'attività antivirale, soprattutto con i retrovirus e i coronavirus. La peculiarità della clorochina è quella di impedire l'assemblaggio di alcune proteine virali inibendo il legame tra i diversi carboidrati presenti su queste strutture. Il risultato finale è l'impossibilità per il virus di portare a termine la sua replicazione.

Nell'attuale pandemia la clorochina, in esperimenti in vitro, si è dimostrata efficace nell'impedire al coronavirus di infettare le cellule dell'ospite. Sperimentata nei malati cinesi, attraverso 15 sperimentazioni, la clorochina -secondo quanto riportato dai medici che l'hanno avuta in sperimentazione- ha portato ad un netto miglioramento della sintomatologia e nella riduzione del periodo di degenza. Risultati importanti ottenuti su 100 pazienti che fanno ben sperare per il futuro.

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26-02-2020
TOCILIZUMAB: UN FARMACO PER L'ARTRITE CHE SPEGNE L'INFIAMMAZIONE

Essendo Covid-19 una malattia in cui si genera una potente infiammazione a livello polmonare, una delle possibili strategie per migliorare la sintomatologia è rappresentata dall'utilizzo di molecola antinfiammatoria. Una di esse è tocilizumab (Roche), un anticorpo già in commercio per il trattamento dell'artrite reumatoide e utilizzato anche per spegnere l'infiammazione nei malati di cancro sottoposti alle Car-T.

Tocilizumab agisce bloccando la produzione dell'interleuchina-6, una potente molecola infiammatoria prodotta dal sistema immunitario in risposta all'infezione virale. Sperimentato a partire da inizio febbraio su 188 pazienti cinesi, in oltre 20 casi si sono ottenuti miglioramenti. Risultati parziali poichè la sperimentazione terminerà in maggio. Buone notizie su tocilizumab giungono anche dall'Italia: su un paziente di Napoli, il primo a sperimentare la molecola in Italia, il farmaco ha portato ad un miglioramento importante già nelle prime 24-48 ore dal trattamento tanto da indurre i medici a pensare di estubare il paziente. Un'ottima notizia che mostra come tocilizumab, pur non curando la malattia, contribuisca a migliorare la ripresa funzionale del polmone in modo tale da poter liberare posti letto nelle le terapie intensive.

REMDESIVIR: DALLA MERS A COVID-19

Tra i possibili candidati ad una cura c'è anche remdesivir (Gilead). Si tratta di uno dei pochi farmaci per cui sussiste un’evidenza sperimentale di possibile efficacia, almeno in modelli di laboratorio, nei confronti dei coronavirus, per sperimentazioni fatte sul virus della Mers. Da oggi l’Italia parteciperà ai 2 studi di fase 3 per valutare l’efficacia e la sicurezza nei pazienti con Covid-19. Gli studi saranno inizialmente condotti presso l’Ospedale Sacco di Milano, il Policlinico di Pavia, l’Azienda Ospedaliera di Padova, l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma e l’Istituto Nazionale di Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani. 

 

Daniele Banfi
Daniele Banfi

Giornalista professionista è redattore del sito della Fondazione Umberto Veronesi dal 2011. Laureato in Biologia presso l'Università Bicocca di Milano - con specializzazione in Genetica conseguita presso l'Università Diderot di Parigi - ha un master in Comunicazione della Scienza. Collabora con diverse testate nazionali.


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