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L'esperto risponde

Cosa accade nel cervello quando proviamo paura?

pubblicato il 29-05-2020

La risposta alla paura parte da una regione del cervello, l'amigdala. Il nostro corpo entra così in uno stato di allerta, alla base dell'istinto di sopravvivenza

Cosa accade nel cervello quando proviamo paura?

La paura è una delle reazioni più radicate negli esseri viventi. Il suo scopo è proteggerli dalle minacce esterne. Ha un ruolo così importante che è presente sia nelle forme di vita più elementari sia in quelle più complesse. Può assumere forme semplicissime, per esempio il ritrarsi automatico dell’antenna di una lumaca, o molto articolate, come nell’uomo, dove la paura innesca meccanismi che partono dal cervello in risposta a uno stimolo e coinvolgono l’intero organismo.


La risposta alla paura inizia in una regione chiamata amigdala. Le amigdale sono due piccole strutture a forma di mandorla situate in profondità nel cervello. Da qui, tutte le volte che ci troviamo di fronte a uno stimolo che è interpretato come minaccia, parte una complessa reazione a catena: vengono rilasciati ormoni dello stress, si attiva una parte del sistema nervoso (il sistema nervoso simpatico) coinvolto in quelle funzioni definite di «attacco o fuga». Il cervello entra in uno stato di allerta, le pupille si dilatano. Il respiro accelera. Aumenta anche la frequenza cardiaca, la pressione e il flusso sanguigno. Viene mandato più glucosio ai muscoli, mentre organi non vitali, come il sistema gastrointestinale, vengono messi in uno stato di ridotta attività.


La concentrazione è tutta sul pericolo che si sta vivendo in quel momento, mentre tutto il resto viene accantonato. Tutto il corpo si prepara ad affrontarlo. Contemporaneamente parte una valutazione della minaccia. Altre aree del cervello (in particolare l’ippocampo e la corteccia prefrontale) aiutano a interpretare la minaccia percepita. La parte «pensante» del cervello dice alla parte «emotiva» se ci si trova di fronte a un falso allarme (e allora si spegne la risposta) o di fronte a un pericolo reale (e allora la risposta continua a essere alimentata). È questo complesso sistema che ha consentito all’uomo di sopravvivere a innumerevoli pericoli nel corso della propria storia. Ed è lo stesso meccanismo che viene attivato di fronte a pericoli che minacciano la nostra sopravvivenza come la malattia.

 


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