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L'esperto risponde

E' vero che ci sono lozioni abbronzanti tossiche?

pubblicato il 09-08-2012
aggiornato il 24-07-2017

Attenzione a lozioni fai da te: possono provocare reazioni di fototossicità con l'esposizione al sole. Ecco i prodotti di orgiine vegetale e i farmaci da non abbinare alla tintarella

E' vero che ci sono lozioni abbronzanti tossiche?

Ho letto sui giornali di due ragazze ricoverate per ustioni dopo che si erano spalmate una lozione abbronzante fatta in casa con latte di fico. Ne ho discusso con mia nipote, 14 anni, che mi ha raccontato che le sue coetanee farebbero di tutto per un’abbronzatura strepitosa e spesso usano creme fai-da-te, magari scaricando le ricette da Internet. Ma io dico, non si può fare un po’ di informazione, magari a scuola?

Donatella, Tortona

Risponde Aurora Parodi, primario della Clinica Dermatologica dell'IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria San Martino IST di Genova

Il caso da lei citato è piuttosto grave (le due ragazze sono state ricoverate con ustioni anche di secondo grado), ma purtroppo non raro. Ed è verissimo che una corretta informazione eviterebbe tanti accessi al pronto soccorso e tante dolorose lesioni, specie fra i giovanissimi.

Il decotto di latte di fico, da alcuni propagandato come abbronzante, è in realtà pericoloso poiché irritante per la pelle e in grado di indurre una reazione di fototossicità. Si tratta di una reazione che avviene nei soggetti che hanno assorbito radiazioni ultraviolette e hanno applicato sulla pelle o ingerito una sostanza in grado di essere eccitata dalle radiazioni. L’intensità del danno è proporzionale alla quantità di sostanza irritante e alla durata dell’esposizione al sole. L’effetto è quello di un’ustione nei suoi diversi stadi: dall’eritema alle vescicole, fino a vera  e propria necrosi, che si manifestano entro alcune ore dall’esposizione e sono limitate all’area che è entrata in contatto con la sostanza fototossica.

Diverso è il caso delle reazioni fotoallergiche, che si scatenano solo nelle persone predisposte e implicano necessariamente una reazione anomala del sistema immunitario. Si manifestano a distanza di ore o anche giorni dall’esposizione al sole con manifestazioni eritemato-vescicolose.

Nel mondo vegetale sono tanti i potenziali rischi in creme, unguenti o abbronzanti. Oltre al già citato latte di fico è bene evitare di associare al sole le essenze di bergamotto, lime, limone, cedro, sandalo, spesso ingredienti di profumi e deodoranti. Niente tintarella anche a chi utilizza l’iperico, o erba di San Giovanni, usato fra l’altro anche come blando antidepressivo.

Diversi farmaci di uso comune creano problemi di fotosensibilità. Fra i più diffusi, le tetracicline, antibiotici usati sia in applicazioni topiche sia per bocca, sono spesso prescritti per l’acne adolescenziale, in tal caso è una buona idea sospendere la terapia in estate. Vanno citati poi i diuretici tiazidici, prescritti ad esempio per l’ipertensione in associazione ad ACE-inibitori,  i sulfamidici, i fluorochinoloni, gli antinfiammatori non steroidei (Fans).

Se si seguono terapie farmacologiche è sempre indispensabile leggere attentamente i bugiardini dei farmaci e in caso di dubbio, prima di esporsi al sole, chiedere consiglio al proprio medico.


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