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L'esperto risponde

Esiste l’ansia da separazione?

pubblicato il 08-01-2015
aggiornato il 04-01-2017

Risponde Stefano Pallanti, direttore della scuola di specializzazione in psichiatria all’Università di Firenze

Esiste l’ansia da separazione?

Da qualche tempo se soltanto immagino che mia moglie si possa allontanare da me ho un attacco di ansia acuta! Addirittura mi viene da chiamarla quando è nell’altra stanza. Posso dire di soffrire di attacchi di panico? Che cure è possibile fare?

Grazie,
Gregorio V., Pavia 

Risponde Stefano Pallanti (nella foto), direttore della scuola di specializzazione in Psichiatria all’Università di Firenze 

No, il suo non è disturbo di panico. Il panico ha la caratteristica di non avere uno stimolo, un pensiero o un evento scatenante. L’attacco è spontaneo, avviene, si dice, a ciel sereno. Direi piuttosto che il suo caso rientri nel Disturbo di ansia di separazione che fino a non molto tempo fa era riconosciuto solo per i bambini. Nel nuovo DsmV, uscito l’anno scorso, la quinta edizione del Manuale diagnostico in uso presso tutti gli psichiatri, apre invece la sezione Ansia e coinvolge gli adulti.

E’ non saper stare distante da una persona, quella persona, entrare in agitazione, angoscia o sprofondare in un gorgo di solitudine per il suo allontanamento. Come nel suo caso, a volte, da una stanza all’altra. E’ un disturbo che limita molto l’autonomia del malato, ma anche della o delle persone a lui legate. In questo caso, sua moglie.

Anche chi soffre di panico non può star solo, si dice che ha tipicamente bisogno dell’”accompagnatore”, ma mentre in questo caso per esempio una badante potrebbe risolvere la situazione, nel caso dell’ansia di separazione no, la badante non serve, ci vuole, accanto, quella persona con cui c’è quel legame affettivo. Ci sono quelli che stanno male quando la famiglia va in vacanza, hanno difficoltà a dormire, a mangiare, mal di pancia e pensano di essere preoccupati che non accada niente di male alla moglie e ai figli. Invece il problema è lui. Si sente solo, annaspa senza i suoi intorno.

Ora si pensi ai casi di lutto, che può scatenare questa patologia: se muore la persona di riferimento, la situazione può essere insanabile in quanto la perdita è definitiva. E’ un contesto rischioso che stimola le idee di suicidio. Da dove nasce questa problematica? Non sono chiari i meccanismi, si sono fatti studi sull’ossitocina che è l’ormone dell’attaccamento, ma ancora non ci sono risultati. Per curare, si ricorre alla psicoterapia e ai farmaci per i disturbi spesso correlati: o disturbo ossessivo della personalità o abuso di alcol (frequente) o disturbo dell’umore, soprattutto bipolare. Ovviamente per far diagnosi di Disturbo d’ansia di separazione occorre che i sintomi durino nel tempo, non basta che quest’ansia compaia una volta.

 


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