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G4 EA H1N1: un nuovo virus all'orizzonte? Conoscerlo per contenerlo

pubblicato il 01-07-2020

Identificato nei maiali un nuovo virus capace di passare nell'uomo. Un'informazione utile per contenerlo e evitare nuove pandemie

G4 EA H1N1: un nuovo virus all'orizzonte? Conoscerlo per contenerlo

Una sigla, G4 EA H1N1, a prima vista insignificante. Nella realtà dei fatti è il nome di un nuovo virus, identificato in Cina in un allevamento di maiali, capace di trasmettersi anche all'uomo e quindi dare potenzialmente il via ad un'altra pandemia. Attenzione però agli allarmismi: ad oggi non si registrano casi di contagio da persona a persona. Questo non esclude che la cosa possa avvenire. Con quale efficienza non è dato sapersi. Lo studio in questione è però molto importante perché pone le basi per prevenirne la diffusione.

 

VIRUS CHIMERE

Non si vedono ma sono a migliaia. I virus, come abbiamo imparato nostro malgrado in questi ultimi mesi, non sono affatto un qualcosa di esclusivo degli esseri umani. Tutt'altro. Esistono virus che sono tipici di uccelli e suini e girano liberamente per queste specie senza arrecare danno alcuno all'uomo. Il problema avviene quando in questi animali si verifica una doppia infezione. E' in questi frangenti che accade che due virus differenti fra loro, nel replicarsi, si scambino parte delle loro sequenze genetiche. Quando ciò si verifica si genera la nascita di un nuovo "virus chimera", con nuove caratteristiche, potenzialmente in grado di effettuare il salto di specie e passare all'uomo.

 

G4 EA H1N1: UN VIRUS SIMILE ALLA PANDEMIA 2009

Questo è ciò che si è verificato nel caso di G4 EA H1N1. Nello studio pubblicato da Pnas, opera di un lavoro di diversi anni di monitoraggio da parte della China Agricultural University, gli scienziati cinesi hanno identificato nei maiali la presenza del nuovo virus -con caratteristiche simili all'influenza H1N1- capace di passare dall'animale all'uomo. Come abbiamo imparato in questi mesi quando ciò si verifica -il famoso salto di specie- il pericolo maggiore è rappresentato dallo sviluppo di una nuova potenziale epidemia o pandemia.

In particolare lo studio ha dimostrato che nel sangue del 10% dei dipendenti (su un totale di 300) di un allevamento di maiali dove era presente il virus, erano presenti anticorpi contro il nuovo virus. Un dato che significa l'avvenuto salto di specie. Al momento però non risultano prove che il virus, una volta nell'uomo, possa essere trasmesso ad un'altra persona. 

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CONOSCERE PER PREVENIRE

Anche se il pericolo di una nuova epidemia/pandemia è remoto, il risultato ottenuto dai ricercatori è di fondamentale importanza proprio in ottica di prevenzione. E' infatti importante che le persone che lavorano con i suini, come allevatori e venditori, adottino misure per impedire l’ulteriore trasmissione del virus da questi animali alle persone. Ora che ne siamo a conoscenza abbiamo tutte le carte per evitare che il virus si diffonda.

Daniele Banfi
Daniele Banfi

Giornalista professionista è redattore del sito della Fondazione Umberto Veronesi dal 2011. Laureato in Biologia presso l'Università Bicocca di Milano - con specializzazione in Genetica conseguita presso l'Università Diderot di Parigi - ha un master in Comunicazione della Scienza. Collabora con diverse testate nazionali.


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