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L'esperto risponde

In che cosa consiste e come si cura l'ernia iatale?

pubblicato il 22-05-2021

L'ernia iatale è provocata dal passaggio di una porzione di stomaco nell'esofago. Terapie: si va dalla correzione della dieta alla chirurgia

In che cosa consiste e come si cura l'ernia iatale?

Dopo un paio di mesi trascorsi con forti bruciori di stomaco e dolore toracico dopo i pasti, mi sono sottoposto a una gastroscopia e ho scoperto di avere un'ernia iatale. La condizione risulta associata al reflusso gastroesofageo. Cosa devo fare, a questo punto?

Monica M. (Pescara)


Risponde Alessandro Repici, direttore del dipartimento di gastroenterologia ed endoscopia digestiva dell'Istituto Clinico Humanitas e docente di Humanitas University

 

L’ernia iatale e il reflusso gastroesofageo, in effetti, viaggiano spesso a braccetto. Al momento, però, non è possibile dire che una sia la causa dell'altra. La prima condizione è determinata dal passaggio di una porzione dello stomaco all’interno del torace, attraverso un foro nel diaframma chiamato iato esofageo. Normalmente, le sue pareti sono ben aderenti all’esofago. Con gli anni, però, queste strutture possono perdere di tono e favorire così la risalita di una piccola parte di stomaco nel torace. Le cause? Diverse le ipotesi: da fattori congeniti alla dieta. La realtà è che nella maggior parte dei pazienti - dopo i 60 anni, il problema riguarda 1 italiano su 10 - non si è in grado di determinare l’origine dell’ernia iatale.


Nella maggior parte dei casi il disturbo è asintomatico e viene riconosciuto a seguito di indagini (una radiografia, ma soprattutto la gastroscopia) effettuate per altre ragioni. La manifestazione che più di frequente accomuna i pazienti è la dispepsia, ovvero la comparsa di disturbi digestivi (rigurgito, senso di pienezza, gonfiore addominale, eruttazioni, nausea o vomito).


Quando all’ernia iatale si associa il reflusso gastroesofageo, possono comparire alcuni sintomi più specifici di questa condizione: come il bruciore alla bocca dello stomaco e il rigurgito. Di fronte a un simile quadro, alcuni pazienti lamentano anche un dolore toracico, simile a quello di origine cardiaca. Naturalmente quest’ultima va esclusa con una visita cardiologica, in modo da escludere l’eventuale compresenza di problemi di questa natura e rimandare l’intera gestione del caso al gastroenterologo.

Se non è associata al reflusso, l’ernia iatale non richiede trattamenti specifici. Correggere la propria dieta (scopri come), però, è quasi sempre opportuno. In caso contrario, invece, la terapia viene rivolta nei confronti del reflusso. Dunque con inibitori di pompa protonica o con gli H2 antagonisti. Al contempo si possono adottare alcuni accorgimenti utili a ridurre il reflusso, soprattutto durante la notte. Tra questi: il sollevamento della testiera del letto, la scelta di cenare presto e di aspettare almeno tre ore prima di andare a letto, evitare di consumare pasti ricchi di liquidi e di bere molto dopo cena. Attenuando i  intomi della malattia da reflusso, anche quelli associati all’ernia iatale dovrebbero progressivamente attenuarsi.


La soluzione chirurgica è riservata soltanto ai casi più gravi, quelli in cui il passaggio di almeno due terzi dello stomaco nel torace determina un danno funzionale eliminabile soltanto in sala operatoria. Per le ernie fino a due centrimetri, senza reflusso, si opta quasi sempre per una sorveglianza nel tempo. 

 


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