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Quando un malato oncologico può aver bisogno di un neurologo?

pubblicato il 04-06-2020

Alcune cure oncologiche possono determinare effetti collaterali a livello cerebrale. In alcuni casi, occorre interpellare un neurologo

Quando un malato oncologico può aver bisogno di un neurologo?

Le complicazioni neurologiche nei pazienti con cancro sono frequenti, spesso difficili da diagnosticare e possono avere un effetto negativo sulla qualità della vita. Possono comparire in qualunque fase del decorso della malattia, ma sono più frequenti nelle fasi avanzate. Alcune di queste sono curabili, con un conseguente miglioramento dei sintomi. Altre tendono a scomparire spontaneamente. Altre ancora non sono curabili.


Alcune complicanze neurologiche sono dovute più o meno direttamente al cancro: per esempio le metastasi che possono diffondersi a tutte le componenti del sistema nervoso (il cervello, il midollo, i nervi periferici, le meningi), oppure alcuni danni al sistema nervoso causati dalle alterazioni prodotte dal cancro. Altre - e sono le più frequenti - sono il risultato degli effetti collaterali delle terapie.


La chemioterapia può provocare danni ai nervi che inducono una neuropatia periferica che si manifesta con alterazioni della sensibilitàformicolii, sensazione come di punture di aghi soprattutto alle mani e ai piedi. In genere, questa sindrome regredisce al termine delle cure. Altre volte, invece, occorrono diversi mesi perché ciò accada. Non è raro, però, che i sintomi persistano. La chemioterapia può indurre quella che viene chiamata «chemobrain» o «cervello da chemio». Si tratta di un insieme di disturbi cognitivi - tra i più comuni i vuoti di memoria e la sensazione di rallentamento e ottundimento - che si manifesta durante le cure o subito dopo il loro termine (ne soffrirebbe tra il 15 e il 50 per centi pazienti). In genere i sintomi sono di lieve entità, ma spaventano molto chi ne soffre e influenzano la qualità della vita. In caso di sintomi cognitivi, è necessario rivolgersi al neurologo che può verificare se si tratta di una conseguenza della chemioterapia. In quel caso, nella stragrande maggioranza dei casi, regrediscono col tempo.


Non è esente da possibili complicanze neurologiche nemmeno la radioterapia. In genere sono meno frequenti rispetto a quelli legati alla chemio e possono insorgere anche molti mesi dopo il termine del trattamento. A differenza di quelli connessi alla chemioterapia, in questo caso gli effetti collaterali si manifestano soltanto nell’area irradiata. Tra i possibili effetti sul sistema nervoso della radioterapia, la neuropatia periferica a carico di alcuni nervi che riduce la forza e causa tremitodolore alle braccia, il danno ai nervi cranici che si manifesta con difficoltà di deglutire, di parlare e con riduzione della vista. Più rari l’infiammazione del midollo spinale (mielopatia transitoria) e la necrosi di un’area del cervello.


Effetti neurologici possono essere infine provocati anche da alcuni farmaci di nuova generazione. In tutti questi casi è fondamentale il supporto di un neurologo.



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