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Integratori vitaminici: sì o no?

pubblicato il 11-03-2014
aggiornato il 01-02-2017

Risponde Pier Luigi Rossi, Professore di Nutrizione Clinica all’Università Bologna

Integratori vitaminici: sì o no?

Quale funzioni hanno le vitamine nel nostro organismo e quando può essere necessario prenderle? a una supplementazione? Rosalba F, Modena

Risponde Pier Luigi Rossi, Professore di Nutrizione Clinica all’Università Bologna

Le vitamine, insieme agli altri nutrienti, sono indispensabili per il buon funzionamento di alcuni processi che rendono possibile la vita; partecipano in maniera essenziale al metabolismo e alcune costituiscono la struttura chiave dei coenzimi. Le vitamine aiutano anche a prevenire alcune malattie; possono dunque essere definite una sorta di ‘guardia del corpo’ dell’organismo, il quale però non è in grado di produrle autonomamente.

Le vitamine infatti devono essere introiettate o attraverso una alimentazione, varia e bilanciata perché non tutti gli alimenti contengono le stesse vitamine e negli stessi quantitativi, o qualora se ne evidenziassero le carenze con il supporto di integratori vitaminici. Questo perché basse quantità di vitamine possono portare all’avitaminosi (mancanza totale di una o più vitamine) o all’ipovitaminosi (mancanza parziale di una o più vitamine), mentre l'eccesso può determinare l’ipervitaminosi, ossia uno stato tossico dovuto a iperdosaggi il più delle volte farmacologici.

Non tutte le vitamine però sono uguali: esse si distinguono in vitamine idrosolubili, quelle cioè che si sciolgono in acqua, e vitamine liposolubili che, invece, si sciolgono nei grassi. Al primo gruppo appartengono tutte le vitamine del complesso B (B1, B2, B3, B5, B6, B8, B9, B12) e la vitamina C: si tratta di vitamine che devono essere introiettate quotidianamente poiché il corpo umano non le accumula, arricchendo la dieta di alimenti crudiverdura, frutta e vegetali in genere – ma anche di cereali interi e legumi. Alle vitamine liposolubili appartengono invece la vitamina A, D, K ed E che l’organismo ricava principalmente nel grasso.

Le carenze maggiori, in questa seconda serie di vitamine, riguarda soprattutto la D. Abbiamo infatti a che fare con una vitamina che l’organismo acquisisce per il 90% dall’azione del sole e dalla vita all’aria aperta (più limitata nella stagione fredda o fra gli anziani) e solo per il 10% dall’alimentazione, dal pesce (in particolare aringhe e salmone) e dai latticini. La vitamina D è preziosa per le ossa, aiuta la formazione nel bambino dello scheletro. Sarebbe pertanto utile, per evitare carenze, una supplementazione già nei lattanti  se non addirittura in gravidanza con la prospettiva anche di un’azione protettiva nei confronti di malattie infiammatorie, soprattutto allergie e asma, di un effetto immunologico e a lungo termine di prevenzione dell’osteoporosi nella donna.


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