L'esperto risponde

Le tonsille si possono rimuovere anche in età adulta?

pubblicato il 02-04-2019

Dopo il fallimento di una terapia medica, la rimozione chirurgica delle adenoidi può essere eseguita anche oltre l'adolescenza

Le tonsille si possono rimuovere anche in età adulta?

Buongiorno, mio figlio ha ormai 14 anni e, sebbene sia soggetto a sinusite, mi hanno sempre sconsigliato di rimuovere le adenoidi, in quanto raramente si è sottoposto a una terapia antibiotica. Attualmente è ancora soggetto a raffreddamento e a sinusite: può essere il caso di rimuoverle ora oppure è troppo grande? Grazie 

Mariarita O.


Risponde Franco Trabalzini, responsabile del reparto di otorinolaringoiatria dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze

 

Le adenoidi sono costituite da tessuto linfatico, analogo a quello delle tonsille propriamente dette, che aiuta a combattere le infezioni e a sviluppare immunocompetenza. Sono localizzate - un termine corretto per indicare le adenoidi è quello di tonsilla rinofaringea - nella parete posteriore delle cavità nasali (rinofaringe) e si mostrano come una formazione vegetante non visualizzabile direttamente.


Le adenoidi in alcuni bambini possono essere più voluminose del normale, talvolta l’aumento di volume è causato dalla congestione che fa seguito a una infezione da virus o batteri introdotti tramite la respirazione nasale. Tipicamente, dopo l'età di 5-6 anni, il tessuto adenoideo si atrofizza progressivamente in modo spontaneo. I sintomi più comuni di adenoidi particolarmente voluminose (ipertrofiche) includono:

  • Congestione nasale cronica;
  • Respirazione orale a causa della ostruzione respiratoria nasale;
  • Russamento;
  • Pause inspiratorie durante il sonno; 
  • Rinolalia (voce nasale);
  • Versamento endotimpanico persistente (otite effusiva).


Altri sintomi correlati alla ostruzione nasale cronica adenoidea includono:

  • Infezioni delle alte e basse vie respiratorie ricorrenti; 
  • Sinusiti (infezioni dei seni paranasali) acute;
  • Otiti medie acute e croniche;
  • Apnea ostruttiva del sonno. Questa può portare a riposo notturno inadeguato con sonnolenza diurna e nei casi molto gravi anche a ipertensione polmonare fino all’insufficienza cardiaca.

Se un bambino presenta uno di questi sintomi, è utile consultare un otorinolaringoiatra pediatrico per determinare la migliore strategia terapeutica. L’esame più specifico in grado di verificare l’entità della ipertrofia adenoidea è la rinofibroscopia, effettuata mediante una piccola fibra ottica flessibile che viene introdotta attraverso le narici. Se si conferma che le adenoidi stanno contribuendo ai sintomi del bambino, può essere consigliata una terapia medica per cercare di ridurne il volume.

Se i trattamenti conservativi falliscono, può essere eseguita una adenoidectomia: ovvero la rimozione chirurgica delle adenoidi. Il numero di adenoidectomie eseguite negli ultimi quarant'anni è comunque diminuito drasticamente, poiché gli otorinolaringoiatri si attengono a protocolli e linee guida scrupolose per determinare chi possa trarre veramente beneficio dalla rimozione.

In riferimento alla domanda specifica, non esiste un’età limite che di per sé controindichi l’adenoidectomia. Occorre comunque considerare che, con l’aumentare dell’età, si abbassa la possibilità che l’ipertrofia adenoidea si riduca spontaneamente. Nel caso particolare, una adenoidectomia dovrebbe essere indicata quando, dopo il fallimento di un'adeguata terapia medica, una rinofibroscopia confermi che i sintomi riferiti dal paziente siano da ricondurre al perdurare di una reale sinusite e che la presenza di adenoidi ipertrofiche possa essere davvero rilevante nel favorire il ristagno delle secrezioni nelle cavità nasali. Più frequentemente infatti la sinusite ricorrente è da ricondurre ad altre situazioni anatomiche ostruttive più anteriori a livello delle fosse nasali, come la deviazione del setto nasale, l'ipertrofia dei turbinati, la poliposi, e i dismorfismi.



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