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L'esperto risponde

L’ingrossamento della prostata si può curare anche con la dieta?

pubblicato il 05-03-2014
aggiornato il 05-01-2017

Risponde Furio Pirozzi Farina, professore associato di urologia e direttore dell’U.O. di Urologia Andrologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari

L’ingrossamento della prostata si può curare anche con la dieta?

Ho cinquant’anni e mi è stata riscontrato l’ingrossamento della prostata. Si può curare anche con una scelta specifica di cibi?

Ugo M, Frascati

Secondo gli ultimi studi scientifici l’aumento del giro vita, dei livelli di colesterolo e trigliceridi, la pressione alta, la diminuzione della produzione di testosterone (l’ormone maschile), lo sviluppo di diabete di tipo 2 e dell’obesità viscerale, ossia dell’insieme di manifestazioni che caratterizzano la sindrome metabolica, potrebbero essere responsabili anche dell’ingrossamento della prostata (iperplasia prostatica benigna, IPB).

La sintomatologia tipica con cui la patologia si manifesta sono i disturbi delle vie urinarie, il bisogno frequente di minzione specie notturna e la riduzione del getto delle urine che potrebbero essere aggravati da una disfunzione erettile (DE) e da problemi sessuali.

Ciò che fa ipotizzare il ruolo della sindrome metabolica nella IPB, ma anche nella DE, è l’infiammazione cronica sia di tipo sistemico (ossia che coinvolge tutto l’organismo) sia particolarmente accentuata sulla prostata che le accomuna.

La cura dell’Iperplasia prostatica benigna non può prescindere da una terapia farmacologica definita con lo specialista, ma per quanto riguarda la componente infiammatoria un ruolo fondamentale è svolto anche dall’alimentazione, in particolare da alcuni alimenti tampone che possono aiutare e lenire gli stati infiammatori e a non favorire l’aumento del giro vita e della glicemia.

Occorre innanzitutto impostare una dieta, concordata con uno specialista o un nutrizionista, che preveda un giusto rapporto fra Omega-3 e Omega-6, la riduzione degli zuccheri, dei grassi totali, degli acidi grassi saturi e polinsaturi a vantaggio non solo di un miglioramento dei livelli del colesterolo ma anche dei disturbi urinari e della disfunzione erettile.

Sono indicati, perché ricchi di Omega-3 e con effetto antinfiammatorio, il pesce (pesce azzurro, olio di pesce e crostacei), la crema di riso integrale, l’olio extravergine di oliva e di riso; fra le verdure le carote, la zucca, le zucchine, il cavolo, il finocchio, la cicoria, le rape e le radici in genere.

Fra la frutta scegliere di preferenza mele o pere cotte non zuccherate. Sarebbe meglio, invece, limitare (o evitare) i cibi contenenti gli Omega-6 perché agiscono come co-fattori negli stati infiammatori della prostata: fra questi le carni fresche e conservate, i salumi e gli insaccati, le uova, i fritti, i dolci e le bevande zuccherate, i formaggi grassi e le farine raffinate.


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