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L'esperto risponde

Perché la cura della tiroide va fatta un'ora prima della colazione?

pubblicato il 07-04-2014
aggiornato il 01-02-2017

Risponde il farmacologo Diego Fornasari dell'Università degli Studi di Milano

Perché la cura della tiroide va fatta un'ora prima della colazione?

Soffro di ipotiroidismo e tutte le mattine devo alzarmi un'ora prima per prendere la pastiglia. Possibile che non ci sia una modalità più semplice per questa terapia che va fatta per tutta la vita. Finora ho sentito parlare di una formulazione liquida, ma anch'essa  sembra di poca utilità. Che cosa c'è di nuovo su questo fronte? E.S. Genova

Sì, è vero, la pastiglia di levotiroxina che contiene l'ormone sintetico della tiroide, per la sua formulazione in pastiglia, va presa lontano dai pasti, soprattutto lontano dalla colazione, in particolare dal caffè e dagli altri farmaci, che possono influire sull'assimilazione della molecola. Una regola da rispettare sempre, perché l'assimilazione in più o in meno della molecola può generare ipertiroidismo e ipotiroidismo, situazioni che si vogliono evitare proprio con l'assunzione della pastiglia.

Per una corretta compensazione ormonale è determinante che la quantità di farmaco assunta coincida con quella effettivamente assorbita e assimilata. E poiché molto spesso, chi è in terapia per ipotiroidismo assume anche altri farmaci, si è deciso che l'ora migliore per l'assunzione della medicina fosse dai 60 ai 30 minuti prima della colazione. L'assorbimento della levotirixina, infatti, è legato a molte variabili: acidità gastrica, interferenze con il cibo, caffè e fibre in primis, e farmaci e la fretta (che impedisce il rispetto di almeno 30 minuti dalla colazione) possono ostacolare i processi di assorbimento.

Il problema della scarsa aderenza alla terapia ha indotto i produttori a cercare nuove formulazioni, ma la formulazione liquida, che è la migliore dal punto di vista dell'assorbimento gastrico, non ha dato benefici in tal senso, perché è di difficile assunzione, soprattutto per chi viaggia spesso. La soluzione ottimale sta arrivando oggi sul mercato italiano, dopo una breve sperimentazione commerciale in Europa: le capsule molli, un involucro di gelatina, che contiene la molecola in forma liquida, facile da usare in viaggio e soprattutto che non interferisce con la colazione del mattino. Quindi, basta lunghe attese e levatacce.

Ma non è soltanto questo il vantaggio delle capsule molli. La nuova formulazione ha permesso di preparare un ventaglio di dosaggi compresi fra 13 e 200 microgrammi, individuabili con una colorazione dedicata della confezione per ciascun dosaggio, così da rendere la terapia personalizzata. Ciò è particolarmente importante nei pazienti in età pediatrica e nei pazienti affetti da più malattie, perché evitano la complessa operazione di frazionamento della pastiglia che poteva far perdere quantità di ormone.

E' stato fatto, quindi, un passo avanti nella cura dell'ipotiroidismo, una condizione che metteva i malati, soprattutto le donne, vittime designate di questa malattia, in una condizione di assoluto malessere, perché interviene in tutte le funzioni dell'organismo. La tiroide regola il consumo di ossigeno, controlla la sintesi di proteine strutturali muscolari, interviene nella produzione di proteine indispensabili alla contrazione muscolare, cardiaca e all'attività elettrica del cuore, all'attività del sistema nervoso centrale e periferico. In Italia ne soffrono 6  milioni, in gran parte donne, ma della tiroide ci si accorge soltanto quando comincia a non funzionare.


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