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Riabilitazione oncologica: quando è utile?

pubblicato il 12-09-2014

Risponde il Professor Giuseppe Bellelli, Ricercatore presso il Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università degli Studi Milano-Bicocca; Centro di Milano per le Neuroscienze

Riabilitazione oncologica: quando è utile?

Sono affetta da un tumore e mi chiedevo se la riabilitazione oncologica potesse aiutare a migliorare la mia qualità di vita. Anastasia C, Cremona

Risponde il Professor Giuseppe Bellelli, Ricercatore presso il Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università degli Studi Milano-Bicocca; Centro di Milano per le Neuroscienze

La riabilitazione oncologica è uno dei più recenti approcci nel trattamento a supporto delle tradizionali cure mediche ed ha lo scopo di ottimizzare la qualità della vita durante la malattia, aiutando non solo il paziente che ne è affetto ma l’intero contesto, compreso quello familiare, a riacquisire gradualmente standard di vita quanto più simili a quelli precedenti l’insorgenza della malattia. La riabilitazione oncologica ha infatti l’obiettivo di limitare al minimo la disabilità fisica, il deficit funzionale, cognitivo e/o psicologico che spesso possono accompagnare la malattia e manifestarsi nel corso o a seguito del tumore e delle terapie ad esso correlate. Sono all’incirca il 26% dei casi di tumore oggi diagnosticati che potrebbero implicare un impoverimento della qualità della vita piuttosto importante e tale da richiedere questo supporto specialistico.

I programmi riabilitativi oncologici vengono impostati ‘su misura’, in relazione alle necessità del paziente, all’età, alle malattie concomitanti (comorbilità) e, nel caso di pazienti anziani, al livello di disabilità pre-esistente la malattia. Le sessioni di riabilitazione possono essere condotte in regime di ricovero, presso strutture specializzate (con sedute quotidiane della durata di circa un’ora, per un totale di due settimane) o ambulatorialmente (sedute settimanali di 1-2 ore cadauna). Vengono svolti esercizi/allenamenti fisici mirati alla specifica problematica ed alla riattivazione motoria, eseguiti sotto la guida di esperti fisioterapisti al fine di contribuire a migliorare la capacità motoria, la forza e la resistenza fisica, ma anche a fronteggiare la ‘fatigue’ (ossia la stanchezza fisica e mentale), insegnando al malato anche a meglio gestire e controllare le emozioni che riguardano la malattia - come ansia, timore ad esempio - a favore di una riduzione dei fattori di stress. Le sedute possono essere svolte sia individualmente o in gruppo con sequenze di attività sportive o ludiche, talvolta combinate anche con esercizi aerobici.

Le sedute comprendono anche attività di socializzazione con ‘compagni di percorso’ e informazioni specifiche sulla malattia tenute da personale esperto (es medico). Perché aggiungere proprio l’esercizio fisico alle cure tradizionali (radio e chemio) nella cura del tumore? Sono svariati gli studi scientifici che hanno dimostrato quanto l’attività motoria faccia bene alla salute (fisica e psichica) nel paziente affetto da tumore, permettendo anche, in alcuni casi, recuperi sorprendenti dello stato di salute.

La riabilitazione oncologica ha ricadute significative anche per quanto concerne i sintomi ansiosi e di depressione del tono dell’umore, migliorando la qualità della vita percepita rispetto all’inizio del trattamento e favorendo la ripresa di una funzione lesa, della motilità, il contenimento di alcuni sintomi correlati alla malattia - come il linfedema per il tumore del seno, ad esempio - o il controllo del dolore. Questo significa non soltanto migliori prestazioni fisiche ma anche un più alto livello di autosoddisfazione da parte del paziente stesso, particolarmente importante nel caso di malattie oncologiche. In quali tipi di tumore è consigliato supportare la terapia con la riabilitazione? Essa è efficace soprattutto nei tumori del seno, del polmone, della testa e collo, nei sarcomi (tumore dei tessuti molli), del colon, urologici e ginecologici, nel melanoma e nei tumori del sistema nervoso centrale.  E’ poi molto importante nelle persone anziane (ricordiamo che i tumori colpiscono molto spesso individui della terza età) che necessitano di riattivazione motoria dopo giorni di allettamento. Oggi moltissimi centri dislocati su tutto il territorio (ma principalmente quelli che si occupano nel trattamento di malattie oncologiche) sono attrezzati ad offrire questo tipo di servizio che si sta sempre più profilando come una nuova frontiera della disciplina riabilitativa.


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