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Neuroscienze
Serena Zoli

Cataratta: l'intervento influisce positivamente anche sul cervello

pubblicato il 28-01-2022

L’intervento chirurgico agli occhi rivela notevoli effetti positivi sulla mente. Il beneficio dura almeno 10 anni

Cataratta: l'intervento influisce positivamente anche sul cervello

L’operazione della cataratta, oltre a schiarire la vista, produce benefici effetti non sospettabili nel campo delle capacità cognitive: secondo uno studio dell’Università di Washington, fa diminuire del 30 per cento il rischio di demenza. Un vantaggio che resta per almeno 10 anni dopo l’intervento. Le cataratte si formano negli occhi della gran parte di persone anziane e la demenza, anzi le demenze tra cui preponderante l’Alzheimer, insorgono abitualmente in età tarda. I volontari da seguire sono stati perciò scelti di età superiore ai 65 anni e in numero di tremila. Seguiti prima e dopo l’intervento della cataratta, l’équipe guidata dalla dottoressa Cecilia S. Lee ha misurato tra di loro il calo del 30 per cento nell’insorgere della demenza in confronto a quanti non si erano operati e, avanti nel tempo, il perdurare della speciale “immunità” per un decennio almeno. I dati e i risultati della ricerca sono stati pubblicati su Jama Internal Medicine.

UN EFFETTO IMPREVISTO DELLA CHIRURGIA

«Quello che abbiamo trovato è davvero eccitante anche perché nessun altro intervento chirurgico ha mostrato una simile associazione con l’abbassamento della possibilità di demenza», ha commentato la dottoressa Lee, specializzata in oftalmologia. Anche l’intervento per il glaucoma non ha dato esiti in campo cognitivo. Nel corso dello studio 853 soggetti sono scivolati nella follia (709 con l’Alzheimer), quasi la metà si sono operati per la cataratta (1.382). Ma perché questo legame occhi-salute mentale? Lo studio è di tipo osservazionale, quindi non individua cause. Le ipotesi sono più di una. Può essere che, tolte le cataratte, le persone ricevano più stimoli sensori di migliore qualità, e questo potrebbe contribuire alla resistenza contro il decadimento cognitivo.

LA LUCE BLU RIVITALIZZA SPECIALI CELLULE?

«Questi risultati concordano con la nozione che gli stimoli sensoriali sulla mente sono importanti per la salute mentale», ha osservato il ricercatore Eric B. Larson. La collega Cecile Lee aggiunge l’ipotesi che gli occhi operati ricevano più luce blu: «Alcune speciali cellule della retina sono associate con le capacità cognitive e regolano i cicli del sonno: tra l’altro rispondono bene alla luce blu. Le cataratte per l’appunto bloccano proprio la luce blu, forse l’intervento che le elimina rivitalizza queste cellule». La ricerca di Washington sollecita la prosecuzione della ricerca sulla connessione occhi-mente. Precedenti studi condotti dalla dottoressa Lee hanno mostrato che malattie della retina, come la degenerazione maculare, appaiono facilitare l’avanzata dell’Alzheimer. C’è tanto da scoprire, sembrerebbe, indagando sulla luce degli occhi. 

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Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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