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Neuroscienze

C’è un nesso fra contraccettivi ormonali e depressione?

pubblicato il 06-12-2016
aggiornato il 25-05-2017

Una ricerca danese su un milione di donne rileva una certa caduta dell’umore a seguito di una terapia anticoncezionale. Cauti i ricercatori

C’è un nesso fra contraccettivi ormonali e depressione?

L’uso dei contraccettivi ormonali potrebbe, in una certa misura, favorire la comparsa della depressione, in particolare nelle adolescenti. La notizia, da prendere con le molle, è basata su un numero enorme di indagate: un milione di donne di età tra 15 e 34 anni, “raggiunte” attraverso i Registri nazionali sui diversi settori della salute, in Danimarca. Il lasso di tempo coperto dalla ricerca è tra 1995 e 2013, i dati sono stati pubblicati su Jama Psychiatry.


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LA RICERCA

Il rischio è apparso più alto per le donne che usavano il cerotto e l’anello vaginale e per quelle ancora adolescenti. Quest’ultima eventualità diminuirebbe con l’innalzarsi dell’età. Il contraccettivo orale combinato, che risulta essere anche il più diffuso, comporterebbe il 23 per cento in più di possibilità di dovere poi ricorrere a un antidepressivo rispetto al caso di quante non fanno uso di anticoncezionali ormonali. Gli stessi autori della ricerca avvertono che quella riscontrata tra prima prescrizione di un contraccettivo ormonale e prima diagnosi di depressione è da considerarsi soltanto una “associazione”, e non un rapporto dimostrato di causa-effetto. Altre ricerche dovranno seguire sull’argomento.


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UN TERZO FATTORE?

Interpellato per un commento Andrea Fagiolini, ordinario di psichiatria all’Università di Siena, dichiara: «Sì, gli autori danesi hanno mostrato un aumentato rischio di sviluppare depressione in donne che usavano contraccettivi ormonali, rischio che - a seconda del tipo di contraccettivo - poteva essere anche doppio rispetto a quante non li usavano, e che era maggiore nelle adolescenti». Continua il professor Fagiolini: «Certo, i risultati sono interessanti, ma vanno letti con cautela, soprattutto perché un'associazione non significa un automatico rapporto di causalità. In altre parole, l'associazione potrebbe, ad esempio, essere determinata da un terzo fattore. Ad esempio, le donne a rischio di depressione potrebbero preferire i contraccettivi orali ormonali a causa di un’attività sessuale più precoce o più frequente, o di un maggiore desiderio di non avere figli. In questo caso, non sarebbero i contraccettivi a determinare l'aumento del rischio di depressione, ma sarebbe semmai il rischio di depressione a determinare un uso maggiore di contraccettivi.

 

NON C’E’ SOLO LA PILLOLA

«Le percentuali di rischio, poi, sono certamente più elevate (fino al doppio), ma non raggiungono un livello tale da far sconsigliare sempre e comunque l'uso dei contraccettivi ormonali». Aggiunge Giovanni Battista Nardelli, direttore della clinica di ginecologia e ostetricia dell’Università di Padova: «Noi non abbiamo mai riscontrato un’associazione tra uso di contraccettivi ormonali e inizio di una depressione. Non ci risulta. Tuttavia, nel caso accadesse, sospenderemmo subito il farmaco. Anche perché pillola, o comunque gli ormoni, come anticoncezionale».

 

Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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