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Neuroscienze
Serena Zoli
pubblicato il 18-05-2022

Demenza: ansia e depressione si curano con la psicoterapia



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Nella perdita cognitiva i farmaci non si rivelano utili contro il disturbo dell’umore. La terapia della parola ottiene risultati, soprattutto la cognitivo-comportamentale

Demenza: ansia e depressione si curano con la psicoterapia

Ansia e depressione sono comuni nelle persone affette da demenza o da leggero deficit cognitivo, ma sono un problema in quanto i farmaci contro i due disturbi in questi pazienti non funzionano e possono, addirittura, causare effetti collaterali negativi. Sono allora tanto più importanti i risultati ottenuti da uno studio uscito sul Cochrane Database of Systematic Reviews dove per la prima volta si mostra che i trattamenti psicologici (vale a dire le terapie della parola) possono avere effetti positivi. Addirittura si vede che possono migliorare la qualità della vita del paziente e le funzioni nella vita di ogni giorno. I ricercatori chiedono che vengano definite nuove linee guida per la demenza in cui andrebbero inserite le terapie psicologiche, in particolare la terapia cognitiva comportamentale (Cbt).

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IL RUOLO DEGLI ANTIDEPRESSIVI

Il primo autore dell'indagine, Vasiliki Orgeta, professore associato all’Ucl Psychiatry di Londra, dichiara: «Sì, gli antidepressivi non funzionano per chi soffre di demenza, eppure vengono ancora utilizzati per molti pazienti ed è un grosso problema perché questi farmaci oltre a non far migliorare i sintomi possono aumentare il rischio di morte». Continua: «Prima le prove dell’efficacia delle cure psicologiche erano limitate, ma con le ultime evidenze abbiamo verificato che possono portare i malati ad avere minori sintomi di depressione, soprattutto se si impiegano quelle strategie che riducono la tensione e migliorano il senso di benessere».

 

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QUEL LEGAME TRA DEMENZA E DEPRESSIONE

Le persone affette da demenza hanno il doppio di probabilità dei loro coetanei di soffrire di depressione maggiore. Gli studi stimano che il 16 per cento di questi malati diventino depressi se non addirittura, in certi contesti, il 40 per cento. Le cifre dicono quanto sia pressante il bisogno di trovare un rimedio efficace. Tanto più che ansia e depressione possono far aggravare il problema neurologico di base, in tal modo riducendo l’indipendenza dell’individuo e aumentando il rischio che entri nel tunnel dell'assistenza a lungo termine. Il professor Orgeta ha aggiunto: «Le nostre scoperte rompono lo stigma per cui le cure psicologiche sarebbero sprecate con chi ha un deficit cognitivo o demenza. E indicano che occorre aumentare la ricerca su questo tema. Vogliamo che quanti hanno debolezza cognitiva o demenza possano avere lo stesso accesso alle cure mentali come chiunque altro».

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MIGLIORARE L'ACCESSO ALLA PSICOTERAPIA

La ricerca, pubblicata dalla Cochrane Library come parte del loro database di revisioni sistematiche, ha incorporato i risultati di 29 studi di trattamenti psicologici con persone affette da leggero deficit cognitivo o demenza; in totale si trattava di 2.600 pazienti. La revisione mostra pure che i trattamenti psicologici può migliorare, nelle persone dementi, non solo i sintomi depressivi, ma altri derivati come una migliore qualità della vita e la capacità di cavarsela nelle incombenze di ogni giorno. Uno dei co-autori, il dottor Phuong Leung, anch’egli dell’Ucl Psychiatry, osserva: «C’è ormai sufficiente evidenza scientifica a favore delle psicoterapie per chi è demente, piuttosto che la prescrizione di farmaci. Quello di cui c’è bisogno ora è una maggiore quantità di clinici che scelgano le terapie della parola e l’impegno a sostenere maggiori ricerche in questo ambito». Conclude il dottor Orgeta. «Le cure farmacologiche sono state le prime a venire impiegate nel campo del deficit cognitivo, quindi hanno beneficiato di molti fondi. Ora il maggior sostegno economico deve andare agli studi psicologici specifici nell’ambito della demenza, coinvolgendo anche le famiglie e quanti altri curano questi malati. Si possono sviluppare nuove forme di psicoterapie specifiche».

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Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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