Troppi italiani rinunciano a guidare con la cintura di sicurezza
Al Sud, svela un'indagine dell'Istituto Superiore di Sanità, 1 cittadino su 3 guida senza usare la cintura di sicurezza. La loro efficacia cresce se ci si muove in città
In caso di incidente stradale, le cinture di sicurezza salvano la vita. Indossarle, limita il rischio di morte per il passeggero anteriore del 40 65 per cento (il discorso vale sia per il guidatore sia per il passeggero) e può in egual misura ridurre i decessi (del 25-70 per cento) riferiti agli occupanti dei sedili posteriori. Dati ormai acclarati da tempo, ma che faticano a trovare applicazione nella quotidianità. Nonostante le leggi e il timore di perdere i punti dalla patente, sono infatti ancora troppi gli italiani che guidano «dimenticando» l'obbligo della cintura di sicurezza. Inevitabile il riflesso: un numero di decessi a seguito degli incidenti stradali superiore di almeno il dieci per cento rispetto a quelli che si conterebbero se la legge fosse rispettata alla lettera (l'obbligo vige anche per chi viaggia sul sedile posteriore).
A certificare le cattive abitudini degli italiani è uno studio pubblicato su Epidemiologia&Prevenzione, la rivista dell'Associazione Italiana di Epidemiologia. Tra gennaio del 2015 e settembre del 2017, gli epidemiologi del reparto ambiente e traumi dell'Istituto Superiore di Sanità hanno condotto un'indagine per esaminare le abitudini di oltre 232mila automobilisti di 28 capoluoghi di provincia sparsi lungo lo Stivale (con una popolazione residente di oltre 10.3 milioni di abitanti). Obbiettivo: valutare il ricorso alle cinture di sicurezza alla guida. Se dopo l’introduzione della patente a punti (2003) la prevalenza d’uso delle cinture di sicurezza era progressivamente salita in tutta Italia, 14 anni più tardi il loro impiego è risultato diffusamente ridotto. Con una sostanziale sovrapposizione tra l'utilizzo dei dispositivi di sicurezza nelle aree urbane e in quelle suburbane, a eccezione di alcuni casi dal Lazio in giù, dove chi si muoveva fuori città, più di frequente lo faceva senza indossare la cintura. In un campione di 14 città è stata inoltre monitorata la differenza nel loro impiego tra il conducente e il passeggero. I risultati mostrano come chi è alla guida percepisca il pericolo di più rispetto a chi viaggia al suo fianco (63.3 contro 57.4 per cento).