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Oncologia
Fabio Di Todaro
pubblicato il 04-02-2015

Contro i tumori, la prevenzione possibile



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In occasione della Giornata mondiale contro il Cancro, gli esperti ricordano che ciascuno di noi può fare molto per allontanare il rischio di malattia. In Italia oltre 120mila casi evitabili solo nel 2014

Contro i tumori, la prevenzione possibile

Il tema, sebbene deciso con largo anticipo, casca a fagiolo e pare una replica alle conclusioni tratte da Bert Vogelstein nello studio pubblicato un mese fa su Science. La Giornata Mondiale contro il Cancro, in programma come ogni anno il 4 febbraio, ruota attorno al tema della prevenzione. Altro che i riferimenti al caso e alla sfortuna. Il cancro, per dirla con le parole degli organizzatori, «può non andare oltre di noi: esistono soluzioni alla portata per affrontare in maniera efficace la malattia».

Tumore del colon-retto: l’importanza di una dieta corretta e di uno stile di vita attivo


LA SFIDA DELLA PREVENZIONE

La Giornata Mondiale contro il Cancro, organizzata dall’organizzazione no-profit Union for International Cancer Control, è da sempre un’occasione per sensibilizzare la popolazione sul tema. Se l’anno scorso si era deciso di sfatare il campo dai falsi miti, oggi l’obiettivo è puntato sulla prevenzione. Quattro i punti principali all’ordine del giorno: si parte dalla scelta di uno stile di vita sano (no a fumo e alcol, sì a dieta ed esercizio fisico, equilibrata esposizione ai raggi solari) e si prosegue con la necessità di puntare sulla diagnosi precoce (partecipazione costante alle campagne di screening e adesione alle campagne di vaccinazione contro i virus Hbv e Hpv, responsabili dei tumori al fegato e alla cervice uterina), con l’auspicio che le migliori terapie siano disponibili su larga scala e che la qualità di vita dei malati possa migliorare in maniera omogenea. La sfida, d’altronde, non può essere rimandata. Ogni anno, nel mondo, muoiono 8,2 milioni di persone a causa del cancro: la metà delle quali tra i 30 e i 69 anni. L’ultimo monito giunge da uno studio inglese pubblicato sul British Journal of Cancer: i tassi di sopravvivenza sono in aumento, ma vivendo più a lungo si può stimare che almeno 1 persona su 2 incrocerà il tumore nel corso della propria esistenza. Dunque se non si adotteranno iniziative concrete - sostiene l’organizzazione - si arriverà a 26 milioni di nuovi casi e a 17 milioni di morti entro il 2030, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Più che di un problema, trattasi di un’epidemia.


LA SITUAZIONE IN ITALIA

I casi di malattia sono in aumento: come i tassi di guarigione, però. A partire dall’Italia, infatti, i decessi per cancro sono in netto calo. In circa vent’anni, dal 1996 al 2014, le morti sono diminuite del 18% fra gli uomini e del 10% fra le donne. Stabile è anche il numero delle diagnosi effettuate nel 2104: 365.500 nel 2014 - erano 366mila nel 2013, 364mila nel 2012 e 360mila nel 2011 -, con una incidenza maggiore negli uomini (54%) che nelle donne (46%). Anche in questo caso, però, una buona parte delle responsabilità sono da ricondurre ad alcune scelte sbagliate. «Basti pensare che un terzo degli under 35 è tabagista», ricorda Carmine Pinto, ordinario di oncologia medica all’Università di Parma e presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom). Se è vero che almeno un terzo delle neoplasie possono essere evitate a partire dalla tavola, si deduce che lungo la Penisola si sarebbero potute evitare almeno centoventimila diagnosi: soltanto nel 2014. Sul tema della consapevolezza, dunque, la strada da percorrere è ancora lunga. 

COME QUEL CHE MANGIAMO PUO' FARCI AMMALARE?

LA PREVENZIONE PARTE DALLA TAVOLA

Per questo motivo gli oncologi italiani, oltre a invitare a prendere le distanze dalle sigarette, ribadiscono alcuni consigli di facile attuazione: ridurre il grasso corporeo, fare attività fisica (almeno mezz’ora al giorno), limitare il consumo di cibi calorici, bevande alcoliche e zuccherate, ridurre il consumo di carni rosse (non oltre mezzo chilo a settimana) ed evitare gli insaccati, mangiare 4-5 porzioni di frutta e verdura ogni giorno, evitare di esporsi troppo al sole e aderire ai programmi di screening (cervice uterina, mammella e colon-retto) inseriti nei Livelli essenziali di assistenza.

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


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