Nonostante la lotta al cancro abbia fatto passi da gigante ci sono tumori su cui purtroppo la medicina può fare poco. Uno di questi è il glioblastoma, una delle neoplasie più aggressive che colpisce il cervello. Eppure qualcosa comincia a muoversi. La speranza viene da un'innovativa branca dell'oncologia: l'immunoterapia. A testimoniarlo è l'avvio del primo studio al mondo per l'utilizzo di questo approccio nel glioblastoma. Una sperimentazione tutta italiana che avverrà a Siena sotto il controllo del professor Michele Maio, direttore dell'Immunoterapia Oncologica dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese e considerato uno dei pionieri della disciplina.
NON PIU’ ETERNA PROMESSA
«Negli ormai vecchi libri di medicina la lotta al cancro era rappresentata da tre cerchi: chirurgia, radioterapia e chemioterapia. Una visione ormai antica che deve essere aggiornata con l'aggiunta di un ulteriore cerchio rappresentato di diritto dall'immunoterapia. Non più un'eterna promessa ma una realtà». spiega il professore. Non è un caso che l'ultimo convegno ASCO di Chicago, il più importante appuntamento mondiale per l'oncologia clinica, abbia visto proprio questa disciplina come protagonista indiscussa dell'evento.







