Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora
Oncologia

La dieta mediterranea protegge dai tumori di testa e collo

pubblicato il 20-09-2016
aggiornato il 17-07-2017

Uno studio italiano attesta che la dieta mediterranea dimezza il rischio di sviluppare tumori della testa e del collo. Ma solo il dieci per cento degli italiani la segue regolarmente

La dieta mediterranea protegge dai tumori di testa e collo

La dieta mediterranea protegge anche dai tumori della testa e collo, a condizione però che venga consumata con regolarità. Sono queste le conclusioni di uno studio italiano condotto dall'università Cattolica e della Fondazione Policlinico Gemelli di Roma, pubblicato sulle pagine dell’European Journal of Cancer Prevention.

I TUMORI DELLA TESTA E DEL COLLO

Oltre novemila nuovi casi, in Italia, solo nel 2015. Sono i numeri importanti quelli dei tumori di testa e collo che colpiscono principalmente laringe, faringe e bocca. Colpiscono gli uomini più delle donne e si collocano al quinto posto per diffusione dopo il cancro della prostata, del polmone, del colon retto e della vescica. Alcol e fumo sono i maggiori fattori di rischio per queste neoplasie. Tuttavia recenti ricerche italiane mostrano che la dieta mediterranea, che si avvantaggia del consumo regolare di frutta e verdura, cereali, legumi, latte e yogurt, olio di oliva, basso apporto di carne, a favore di pesce e uova, limitato consumo di dolci e moderate quantità di vino durante i pasti, può favorire la riduzione dei rischi di sviluppare un tumore nel distretto della testa e collo.

Dieta mediterranea: l'abbiamo inventata, ma la stiamo tradendo

LO STUDIO

La riprova è scientifica, attestata dal monitoraggio di 500 casi di tumore della testa e del collo e di oltre 400 casi di controllo (senza malattia), messi a confronto con una medesima abitudine: la fedeltà a un regime alimentare di tipo mediterraneo. I ricercatori hanno preso in particolare considerazione sei alimenti ovvero frutta, verdura, legumi, pesce, carne, alcol, assegnando a ciascuno di essi un punteggio di 0, 1 o 2 in funzione delle porzioni assunte giornalmente o settimanalmente. In base a questo sistema, il punteggio più elevato si ottiene consumando quotidianamente più di 2 porzioni (>300 grammi) di frutta e oltre 2-3 porzioni (>250 grammi) di verdura; assumendo più di 2 porzioni (>140 grammi) di legumi e oltre 2-3 porzioni (>250 grammi) di pesce a settimana e, infine, mangiando una sola porzione (<80 grammi) di carne e bevendo tra i 12 e i 24 grammi di alcol al giorno. Inoltre i ricercatori hanno attribuito anche un punteggio da 0 a 12 identificando con questo secondo valore, l’aderenza alla dieta mediterranea. Proprio questo secondo elemento ha fatto la differenza nel rischio di malattia: infatti è stato possibile osservare che coloro che si attenevano con regolarità e costanza alla dieta mediterranea, raggiungendo anche un punteggio superiore a 6 riferibile alla tipologia di prodotti mediterranei consumati, incorrevano un rischio inferiore anche del 50% di sviluppare questo tipo di tumore, rispetto a consumatori di una dieta ‘free style’ o con un punteggio alimentare inferiore a 4, le cui probabilità di malattia risultavano quindi raddoppiate.


IN CONCLUSIONE

«Il nostro studio -ha dichiarato la professoressa Stefania Boccia, dell’Istituto di Sanità Pubblica della Cattolica e una delle principali autrici - attesta che seguire con fedeltà la dieta mediterranea riduce il rischio di tumori della testa e del collo. Tuttavia è altresì emerso che solo il 10% degli italiani senza patologie tumorali ne era un forte consumatore». In funzione dei risultati preliminari ottenuti, oggi la sfida della medicina è rivolta a campagne efficaci di sensibilizzazione ad una correzione dello stile alimentare o alla fedele acquisizione di una dieta sana. Mediterranea, appunto.


Articoli correlati


Commenti (0)


In evidenza