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Oncologia

La Tac spirale ti salva la vita

pubblicato il 30-07-2012

Scoprire la malattia in fase iniziale è fondamentale per la sopravvivenza dei malati, ma serve esperienza per limitare inutili catene di controlli, costi e ansie

La Tac spirale ti salva la vita
Scoprire la malattia in fase iniziale è fondamentale per la sopravvivenza dei malati, ma serve esperienza per limitare inutili catene di controlli, costi e ansie

La diagnosi precoce con Tac spirale riduce del 20 per cento il numero di decessi per tumore del polmone nei forti fumatori e negli ex fumatori. Lo hanno mostrato chiaramente i risultati dello studio National Lung Screening, avviato nel 2002 dal National Cancer Institute statunitense e sospeso lo scorso novembre 2010 per gli evidenti benefici registrati sui 53.500 tabagisti o ex tabagisti partecipanti. Per ora l’esame in Italia non è coperto dal Sistema sanitario nazionale e costa circa 200 euro. Il dibattito nella comunità scientifica ferve: bisogna prevedere campagne di screening sulla popolazione sana per favorire l’eventuale neoplasia in fase iniziale? Bisogna coinvolgere solo chi ha fumato molto o tuttora fuma? Certo è che scoprire la malattia quando è ancora di pochi millimetri e non dà segno di sé per i pazienti con questa aggressiva forma di cancro vuol dire aver salva la vita.

LO STUDIO AMERICANO E QUELLO ITALIANO- Le persone reclutate per la ricerca americana sono state divise in due gruppi e monitorate in complesso per sette anni: una metà è stata sottoposta annualmente alle “tradizionali” radiografie polmonari di controllo e l’altra metà è stata controllata con Tac spirale del torace a bassa dose di radiazioni con la stessa periodicità. Nel corso dello studio sono stati registrati 442 decessi per cancro polmonare nel primo gruppo e 354 (quindi il 20,3 per cento in meno) nel secondo, dimostrando così che la Tac spirale è più efficace nell’evidenziare neoplasie polmonari in stadio precoce. La notizia in Italia è stata amplificata dai risultati dello studio «Cosmos» intrapreso dall’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano nel 2005 (grazie ai finanziamenti della Fondazione Veronesi e di Airc) che ha coinvolto per 10 anni 6.200 forti fumatori over 50 (un pacchetto di sigarette al giorno da 20 anni) o ex forti fumatori che hanno smesso da meno di 10 anni. Con le 40mila Tac spirali eseguite nel tempo sono stati diagnosticati 297 carcinomi polmonari, nel 75 per cento dei casi a uno stadio iniziale. L’89 per cento dei tumori individuati è risultato asportabile chirurgicamente in modo radicale e nel 98 per cento dei casi l’intervento è stato conservativo, con una mortalità inferiore all’uno per cento e solo un paziente su tre (33 per cento) ha dovuto sottoporsi a chemioterapia.

UNO SCREENING CON TAC SPIRALE, PRO E CONTRO- «Nonostante l’acceso dibattito negli anni passati e alcuni risultati controversi che scoraggiavano la diagnosi precoce con Tac spirale, noi abbiamo deciso di proseguire con lo studio Cosmos – dice Giulia Veronesi, direttore dell’Unità di diagnosi precoce del tumore del polmone dell’Istituto europeo di oncologia di Miliano e coordinatrice del Cosmos -. Ora che l’efficacia della diagnosi precoce con Tac spirale è confermata bisogna sviluppare programmi di screening su larga scala». Si deve quindi pensare a campagne di prevenzione a tappeto per il carcinoma polmonare con questo test come avviene con la mammografia per il cancro al seno?  I maggiori esperti internazionali riuniti nei giorni scorsi a Pisa hanno valutato vantaggi e svantaggi di questa ipotesi, tentando di tirare le somme. Christine Berg, responsabile dello studio americano, rinvia la risposta a quando si avranno gli esiti definitivi del “suo” trial e per ora si limita a ribadire l’indiscutibile utilità dell’esame per appurare la presenza della malattia in chi ha già disturbi sospetti. Rimangono però aperte questioni come la valutazione dei costi e benefici dell’esame, il numero di interventi diagnostici per patologia benigna e i falsi negativi. «Di certo la Tac spirale permette d’individuare lesioni piccolissime che possono essere asportate con un intervento chirurgico poco invasivo per i pazienti, che hanno così maggiori probabilità di guarire» sottolinea Massimo Bellomi, direttore della Radiologia in Ieo. D’altro canto ci sono i costi: per acquistare le apparecchiature e formare i radiologi a saperle utilizzare, innanzi tutto. Poi per le ulteriori indagini dei noduli considerati sospetti o dei “falsi positivi”, che espongono le persone a una catena di controlli (dalla Pet alla biopsia) e ad ansie ingiustificate. Costi inutili legati anche alla sovra-diagnosi, quando cioè si scoprono e curano tumori che il paziente non avrebbe mai scoperto d’avere se non si fosse sottoposto al test.

CHE FARE QUINDI?- La ricerca, intanto, prosegue soprattutto tentando di individuare dei marcatori tumorali sierici che nel futuro potranno affiancare la Tac o addirittura sostituirla per identificare la popolazione a rischio sulla quale eseguire l’esame radiologico. «E per ridurre al minimo i costi e ottenere i maggiori benefici dal test - spiega Giulia Veronesi - bisogna seguire un protocollo molto preciso e standardizzato (come avviene in Ieo) per stabilire quando occorre ripetere la Tac spirale o approfondire il caso e quando invece si può aspettare tranquillamente la Tac dell’anno successivo. In ogni caso è fondamentale l’esperienza dei radiologi che leggono il referto, motivo per cui è bene fare riferimento a centri specializzati.

Vera Martinella


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