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Oncologia
Paola Scaccabarozzi

Oncologia personalizzata, anche in base all'età

pubblicato il 22-11-2021

Rilevate differenze nel genoma dei tumori dei giovani adulti rispetto a quelli degli over 50. Potrebbero guidare terapie più efficaci

Oncologia personalizzata, anche in base all'età

Che tutti i tumori non siano uguali è sempre più evidente in un’ottica di medicina personalizzata. Ma, di là delle caratteristiche individuali che ogni tumore mette in campo, esistono anche delle macro categorie legate, per esempio, a fattori anagrafici. Tumori di giovani adulti e di persone mature, infatti, hanno importanti peculiarità genetiche che possono fare la differenza in nella scelta delle terapie.

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LA RICERCA

È ciò che è emerso da uno studio, appena pubblicato su Cell Reports e condotto dal Mount Sinai Hospital/School of Medicine, il più grande sistema medico accademico di New York City. La conclusione principale della ricerca evidenzia il fatto che confrontando i genomi di quattordici tipi di cancro (della pelle, del colon e altri) che colpiscono giovani adulti e over cinquanta, diverse sono le caratteristiche genetiche in grado di svolgere un ruolo chiave nell’identificazione delle terapie. Il genoma è l’insieme di tutte le informazioni genetiche depositate nella sequenza del DNA contenuto nel nucleo delle cellule.

CONOSCIAMO MENO I TUMORI GIOVANILI?

La premessa dello studio è che la maggior parte di ciò che è noto circa il trattamento dei tumori si basi su studi su pazienti non giovanissimi. Lo scopo, dunque, quello di colmare una lacuna di conoscenza dalle importanti ripercussioni cliniche. Per affrontare la questione, i ricercatori hanno confrontato i dati genomici di quattordici diversi tipi di tumori in 1.757 pazienti adulti di età inferiore ai 50 anni con quelli di 3.608 di età superiore ai 50 anni.

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L'ATLANTE GENOMICO DEL CANCRO

I dati provenivano da The Cancer Genome Atlas, letteralmente l’atlante genomico del cancro, un progetto pionieristico internazionale, avviato e supportato dal National Human Genome Research Institute e dal National Cancer Institute. Per ogni tumore, i ricercatori del Mount Sinai Hospital School of Medicine hanno così sistematicamente confrontato le mutazioni genetiche, le alterazioni cromosomiche, i diversi fattori del sistema immunitario in gioco e la possibilità terapeutiche. Hanno quindi poi ulteriormente validato i risultati utilizzando campioni dell'International Cancer Genome Consortium.

LE PRINCIPALI DIFFERENZE IN CAMPO

Ciò che è emerso dallo studio è che ci sono alcune tendenze comuni nel comportamento di diversi tipi di cancro. In particolare, i risultati hanno suggerito che il sistema immunitario dei giovani adulti risponde in modo diverso rispetto a quello dei più anziani. Ciò avviene a cominciare dalle risposte dei macrofagi, ossia le cellule della linea di difesa primaria dell'organismo, detta immunità “innata”, e delle cellule dendritiche, le sentinelle del sistema immunitario che appartengono alla grande famiglia dei globuli bianchi. Queste riposte sono molto importanti perché spesso sfruttate nelle immunoterapie antitumorali.

POTREBBE CAMBIARE LA RISPOSTA A CERTI FARMACI

I ricercatori hanno, in particolare, riscontrato numerose differenze nella risposta di farmaci progettati contro le mutazioni del gene BRAF, presente nelle cellule tumori di alcuni tipi di cancro. I risultati hanno suggerito che i farmaci anti-BRAF possono fornire opzioni di trattamento efficaci per una frazione più elevata di pazienti affetti da cancro della pelle in giovani adulti rispetto a quelli più anziani affetti dal medesimo tumore. Al contrario, i pazienti anziani con cancro del colon possono trarre maggiori benefici dai trattamenti anti-BRAF rispetto a quelli più giovani. Gli autori hanno reso questi risultati accessibili ad altri ricercatori sul cancro. L’intento è infatti quello di lavorare in sinergia con altri scienziati per testare nuove possibilità di cura per i tumori nei giovani adulti.

 

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Paola Scaccabarozzi
Paola Scaccabarozzi

Giornalista professionista. Laureata in Lettere Moderne all'Università Statale di Milano, con specializzazione all'Università Cattolica in Materie Umanistiche, ha seguito corsi di giornalismo medico scientifico e giornalismo di inchiesta accreditati dall'Ordine Giornalisti della Lombardia. Ha scritto: Quando un figlio si ammala e, con Claudio Mencacci, Viaggio nella depressione, editi da Franco Angeli. Collabora con diverse testate nazionali ed estere.   


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