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Oncologia

Tumori solidi: eliminarli dall'interno con tisotumab vedotin

pubblicato il 14-02-2019

Nei tumori solidi che non rispondono alle terapie standard ora la strategia è attaccarli da dentro. E' il caso del "Cavallo di Troia" tisotumab vedotin. Primi risultati incoraggianti

Tumori solidi: eliminarli dall'interno con tisotumab vedotin

Per eliminare alcuni tumori solidi la classica chemioterapia non basta. Occorre entrarci e curarli dall'interno. E' questo il caso di tisotumab vedotin, una molecola che fungendo da vero e proprio "cavallo di Troia" riesce ad infiltrarsi all'interno delle cellule tumorali eliminandole. Attenzione però ai facili entusiasmi: il farmaco in questione ha dato i primi interessanti risultati su un ristretto gruppo di malati. Il traguardo è ancora lontano ma per alcune neoplasie questa nuova strategia di cura potrebbe rappresentare una possibilità in caso di fallimento delle precedenti terapie. I risultati, frutto del lavoro dei ricercatori dell'Institute of Cancer Research (ICR) di Londra, sono stati pubblicati dalla rivista The Lancet.

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La lotta ai tumori degli ultimi 10 anni è stata rivoluzionata dall'immunoterapia, ovvero dalla possibilità di pilotare il sistema immunitario ad attaccare le cellule tumorali. Una possibilità in più che si aggiunge alla chirurgia, alla chemioterapia e alla radioterapia. Pur avendo portato a grandi risultati -in alcuni pazienti è possibile cronicizzare alcune forme di cancro che prima non lasciavano scampo- non tutte i tumori rispondono a queste terapie. Ecco perché la ricerca sta portando avanti lo studio di ulteriori strategie nella cura del cancro. In particolare le ricerche si stanno concentrando su quei tumori solidi -come il tumore della cervice, il tumore dell'esofago, il tumore del polmone e il tumore della vescica- più complicati da trattare per mancanza di alternative.

INGANNARE LE CELLULE DEL CANCRO

Una di queste strategie parte dall'osservazione che alcune forme di tumore particolarmente aggressive -e dunque difficili da trattare- esprimono sulla superficie cellulare un recettore presente in quantità maggiore rispetto alle cellule sane. Grazie a questa caratteristica è stato sviluppato tisotumab vedotin (TV), un anticorpo a cui viene "legata" una molecola con attività antitumorale. TV, legandosi in maniera specifica ai recettori della cellula, fa in modo che l'antitumorale possa entrare all'interno per poter espeltare la sua funzione. Una vera e propria strategia stile "cavallo di Troia" che molto ricorda una terapia già approvata -T-Vec- in cui un virus infetta le cellule tumorali portandole a morte.

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Le prime sperimentazioni di fase I-II, quindi volte a valutare innanzitutto la sicurezza e la tollerabilità del trattamento, hanno visto un totale di 147 persone coinvolte. Dai primi dati pubblicati nello studio è emerso che TV, oltre ad essere ben tollerato, è risultato attivo contro i tumori della vescica (27%), della cervice (26,5%), alle ovaie (14%), all’esofago (13%), al polmone non a piccole cellule (13%) e all’endometrio (7%). Percentuali non certo elevate ma che dimostrano che nei casi in cui non si può più fare nulla in realtà è possibile cominciare ad ottenere qualche primo risultato. Le sperimentazioni ora continueranno estendendo il numero di partecipanti e valutando l'utilizzo di TV anche in altri tumori solidi.

Daniele Banfi
Daniele Banfi

Giornalista professionista è redattore del sito della Fondazione Umberto Veronesi dal 2011. Laureato in Biologia presso l'Università Bicocca di Milano - con specializzazione in Genetica conseguita presso l'Università Diderot di Parigi - ha un master in Comunicazione della Scienza. Collabora con diverse testate nazionali.


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