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Pediatria

Celiachia: meno rischi se si anticipa lo svezzamento

pubblicato il 30-01-2014
aggiornato il 10-07-2017

È la conclusione a cui è giunta un’ampia ricerca svedese. Somministrando il glutine entro i primi sei mesi di vita del neonato, si riduce l’insorgenza dell’intolleranza fino ai 12 anni di età

Celiachia: meno rischi se si anticipa lo svezzamento

È possibile che inserendo il glutine nella dieta del neonato entro i primi sei mesi di vita si possa ridurre l'incidenza della celiachia? L’ipotesi, del tutto esclusa fino a un decennio fa, è stata rivalutata da uno studio pubblicato su Pediatrics.

 

 

LO STUDIO

Dal lavoro realizzato da un gruppo di ricercatori svedesi del dipartimento di sanità pubblica e medicina clinica dell'università di Umeå, è emerso come l’ingestione di glutine a partire dal quinto mese di vita limiterebbe lo sviluppo della celiachia, in soggetti geneticamente predisposti, entro i 12 anni. «Nella pubblicazione non si fa riferimento alle diagnosi in età adulta, ma su un campione ampio si è visto come l'allattamento al seno, combinato alla somministrazione di glutine, riduca l'insorgenza della malattia», commenta Luca Elli, responsabile del centro celiachia del policlinico di Milano.

La ricerca è stata condotta su oltre 14 mila bambini, al compimento del dodicesimo anno di età: poco più della metà erano nati nel 1993, 5712 nel 1997. Significativa si è rivelata la differenza tra i due gruppi, considerata l'epidemia di celiachia registrata in Svezia (tra i Paesi con il più alto tasso di intolleranza, dovuta probabilmente a fattori epigenetici) tra il 1984 e il 1996. Nei dodici anni in cui i pediatri raccomandavano di introdurre il glutine nell'alimentazione del neonato dopo il sesto mese, l'incidenza della malattia aumentò di quattro volte rispetto al normale. Il numero inferiore di diagnosi tra i nati nel 1997, un anno dopo aver fatto la revisione delle linee guida, ha convinto i ricercatori dell’attendibilità dei dati osservati.

 

 

COME CAMBIA IL MICROBIOTA (FLORA BATTERICA)

L'introduzione precoce di glutine aumenterebbe la tolleranza orale grazie all'azione dei fattori immunomodulanti presenti nel latte materno, già noti per un effetto preventivo nei confronti di altre malattie autoimmuni (diabete di tipo I, colite ulcerosa e morbo di Chron) e fondamentali nel processo di colonizzazione batterica dell'intestino.

A dare sostanza alla tesi anche le differenze emerse dal raffronto delle popolazioni batteriche intestinali: un’ulteriore conferma dei precedenti studi che evidenziavano difformità nella composizione del microbiota dei celiaci.

«Per favorire la tolleranza, è corretto introdurre alimenti semisolidi tra il quarto e il sesto mese del neonato», sostiene Vito Miniello, docente di nutrizione e dietetica infantile all'università di Bari e consigliere della società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps). «Al latte materno è necessario aggiungere le pappe a base di riso, mais e tapioca. Oggi abbiamo un motivo in più per utilizzare anche minestre con semolino e creme multicereali, a base di glutine».


@fabioditodaro

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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