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Pediatria

I disturbi ormonali influenzano la salute sessuale maschile

pubblicato il 12-01-2016
aggiornato il 14-11-2017

Gli ormoni sono responsabili di svariate malattie intime al maschile che insorgono nell’età adolescenziale, influenzando il benessere sessuale dell’adulto. Ma più della metà sono prevenibili

I disturbi ormonali influenzano la salute sessuale maschile

Raramente ci si pensa, invece gli ormoni potrebbero essere un problema anche per la salute del maschio e influenzare il rischio di insorgenza di alcune patologie già in età pediatrica e adolescenziale, oltre a avere ripercussioni sul benessere sessuale e le funzioni riproduttive in età adulta. La raccomandazione verso una maggiore attenzione alla salute maschile, specie ai disturbi ormonali, arriva da alcune fra le maggiori istituzioni esperte in materia: la Società Scientifica di Endocrinologia (SIE), la Società di Pediatria (SIP), la Società di Andrologia e di Medicina della Sessualità (SIAMS) che, in occasione del 71° Congresso Nazionale di Pediatria, hanno promosso la cultura della prevenzione, rivolta soprattutto alle nuove generazioni.

 

I PROBLEMI AL MASCHILE

Fimosi (restringimento dell’orifizio), varicocele, criptorchidismo (mancata discesa di uno o di entrambi i testicoli), infezioni genitali, eiaculazione precoce e impotenza: sono solo alcune tra le principali patologie uro-genitali dell’adulto, che originano nell’80% dei casi nell’adolescenza e/o addirittura nella prima infanzia, di cui all’incirca la metà potrebbe essere prevenuta o evitata con un percorso di controlli periodici e una efficace diagnosi precoce. «La prevenzione ormonale e quella andrologica in particolare – spiega Andrea Lenzi, direttore della Sezione di Fisiopatologia Medica del Dipartimento di Medicina Sperimentale all’Università “Sapienza” di Roma e Presidente della SIE – è nelle mani del pediatra e deve iniziare dall’anno 0, con visite sia del pediatra generalista che di quello specialista in andrologia, ove necessario,  entro i primi due anni di vita, e continuare costantemente fino ai 12 anni, ovvero alla pubertà. In particolare il bambino dovrebbe essere sottoposto a un controllo specialistico finalizzato a valutare la posizione dei testicoli e l’eventuale presenza di alterazioni del pene e del meato uretrale, oltre alla presenza di fimosi».

 

L’ADOLESCENZA

Una particolare attenzione va prestata agli anni che segnano la transizione tra l’infanzia e l’adolescenza, in cui manca spesso un referente medico ad hoc perché in questo periodo si attua anche il passaggio dal pediatra al medico di famiglia; anni, dunque in cui si rischia di essere più trascurati dal punto di vista clinico, che invece sono i più critici per la salute giovanile. «Tra i 13 e i 16 anni – continua il Professore – di norma i genitori smettono di portare il bambino dal pediatra, e questo è un grave errore, dunque i controlli periodici si diradano o si azzerano del tutto, mentre un percorso preventivo coadiuvato dal pediatra, e ove necessario dall’endocrinologo dell’adulto che dovrebbe gradualmente subentrare con una sorta di passaggio di testimone per la continuità assistenziale. Questo consentirebbe di diagnosticare problemi della sfera ormonale e sessuale che insorgono a questa età, i quali invece che essere affrontati e risolti, passano così inosservati, mettendo talvolta a repentaglio la salute del maschio adulto. A 16 anni, poi, deve essere prevista una visita mirata seguita da controlli a cadenza annuale almeno fino all’età di 18 anni quando si incrementa l’attività sessuale».

 

EDUCARE ALLA PREVENZIONE

I maschi, in tema di salute e di prevenzione, dovrebbero imparare a comportarsi come le donne o le ragazze che non conoscono tabù verso il proprio corpo. Una cultura alla corretta prevenzione, però, deve cominciare da più lontano: dall’attenzione di mamma e papà ad accompagnare i propri figli a visite specialiste mirate soprattutto alla sfera genitale-riproduttiva la quale predisporrà poi i ragazzi a controllarsi, attraverso l’autopalpazione, i testicoli e/o a effettuare l’esame dei genitali in età adolescenziale e l’esame del liquido seminale in quella più matura dei 18-20 anni. «La prevenzione e dunque la diagnosi precoce – conclude lo specialista - è l’unico strumento valido per identificare tempestivamente un disturbo della sfera sessuale o patologie anche più serie di carattere oncologico. Come il tumore del testicolo, che colpisce più di frequente i giovani dai 15 ai 35 anni». Problemi invece evitabili con la giusta attenzione e senza falsi pudori.


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