Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora
Pediatria

Il sonno migliora se si va a scuola più tardi

pubblicato il 18-04-2018

Entrare a scuola più tardi permette ai bambini di dormire quasi un'ora in più e di essere anche più attenti tra i banchi. A Brindisi esperimento al via da settembre

Il sonno migliora se si va a scuola più tardi

A scuola? L'ideale sarebbe arrivarci non prima delle nove. Così facendo, i bambini dormirebbero meglio e sarebbero poi più ricettivi una volta tra i banchi. L'opinione circola da un paio d'anni tra gli addetti ai lavori: tra neuroscienziati, pediatri, piscologi e insegnanti. E a suffragarla c'è un ultimo studio, pubblicato sulle colonne della rivista scientifica Sleep. A essere coinvolto un gruppo di studenti di Singapore, dove però la campanella suona ancora prima che in Italia: alle 7,30. Non a caso il problema dello scarso riposo dei bambini è un problema piuttosto sentito nella Città-Stato del sud-est asiatico.


Gli adolescenti? «Dovrebbero dormire 8-10 ore per notte»


Bambini e tablet: quando è troppo?

Bambini e tablet: quando è troppo?

13-10-2015
COSI' SI PUO' DORMIRE FINO A UN'ORA IN PIU'

I ricercatori di Oxford hanno osservato un gruppo di bambine di età compresa tra sette e dieci anni, che per quasi un anno sono entrati a scuola con 45' di ritardo: non più alle 7,30, ma alle 8,15. Prima dell'avvio dello studio e nell'arco del periodo di osservazione, nelle giovani scolare sono state rilevate le variazioni di diversi parametri: la durata del sonno, lo stato di sonnolenza, i livelli di umore e l'eventuale comparsa di segni in grado di lasciar prevedere uno stato depressivo. Un aumento del tempo da dedicare al riposo, registrato uno e nove mesi dopo l'avvio dello studio e quantificabile in media in poco meno di trenta minuti, ha determinato un miglioramento di tutti i parametri. Un risultato analogo a quello rilevato da altri studi dello stesso tipo, quasi tutti però condotti in Paesi occidentali. Dall'inizio alla fine dello studio è cresciuta è anche la quota (dal 6,9 al 16 per cento) di giovani che sono arrivati a dormire otto ore a notte, considerata la soglia minima per dei bambini alle soglie dell'adolescenza.  

SCUOLA IN RITARDO AL VIA ANCHE IN ITALIA

L'idea di iniziare la scuola più tardi è percorsa già da qualche anno in Gran Bretagna con il progetto «Teensleep», attivo in oltre cento scuole Oltremanica e i cui risultati sono attesi entro la fine dell'anno. Ma la svolta è a un passo anche in Italia, dove un progetto analogo partirà da settembre a in una scuola secondaria di secondo grado (istituto tecnico superiore) di Brindisi. L'ingresso avverrà alle 10. «Oggi i ragazzi vanno a letto più tardi rispetto ai miei tempi, mentre le ore necessarie per favorire il processo dell’apprendimento sono rimaste le stesse: da otto a dieci per notte - afferma Luigi De Gennaro, ordinario di psicofisiologia alla Sapienza di Roma-. Ecco perché l’idea di spostare in avanti l’inizio delle lezioni si tramuterà in un vantaggio per gli studenti». La posta in gioco è alta: rispettare i livelli circadiani è essenziale per ottimizzare le capacità di allerta e concentrazione. La deprivazione di sonno è al contrario associata a stanchezza, frustrazione, ansia, aumento di peso, ipertensione, comportamenti rischiosi, abuso di alcol e droghe. Un riposo di meno di 6 ore a notte può portare a cambiamenti nell'attività dei geni che regolano il sistema immunitario e a un più alto rischio di influenza e malattie metaboliche.

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


Articoli correlati


Commenti (0)


In evidenza