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Pediatria
Caterina Fazion
pubblicato il 21-02-2024

Long Covid: quali sono i sintomi nei più piccoli?



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Uno studio internazionale definisce i sintomi del Long Covid pediatrico. Ecco quali sono

Long Covid: quali sono i sintomi nei più piccoli?

Una squadra di esperti internazionali ha messo a punto, insieme all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la lista dei sintomi principali del Long Covid pediatrico. Scopriamo quali sono e come misurarli.

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LO STUDIO

La ricerca, guidata dal King’s College di Londra, con la partecipazione della pediatria di Gemelli e Università Cattolica, è stata recentemente pubblicata sulla rivista Eurpean Respiratory Journal. Gli esperti, insieme all’OMS, hanno individuato e riportato i sintomi chiave della condizione che va sotto il nome di Long-COVID/Post COVID-19 nei bambini e nei ragazzi, arrivando anche a un consenso (con la metodologia del ‘Delphi consensus’) su come misurarli.

Sono dunque state definite un insieme di caratteristiche ‘chiave’ (COS, Core Outcome Set) e di misure associate (COMS, Core Outcome Measurement Set). Gli esperti raccomandano che le ‘istruzioni per l’uso’ per il Long Covid pediatrico messe a punto vengano utilizzate anche nelle ricerche che verranno condotte in futuro per uniformare il linguaggio e la metodologia di lavoro, al fine di accelerare la comprensione e lo sviluppo di trattamenti ‘evidence-based’ per il Long Covid. Utilizzare in tutto il mondo un linguaggio scientifico comune, aumenta il valore dei dati raccolti, permettendo di confrontare tra loro in maniera omogenea anche risultati di studi diversi. Solo così sarà possibile arrivare a mettere a punto delle linee guida.

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I SINTOMI

La maggior parte delle persone che contrae il Covid-19 guarisce rapidamente, ma un numero significativo sviluppa, per periodi più o meno lunghi, dei sintomi persistenti o ricorrenti. Bambini e ragazzi non fanno eccezione, ma nonostante questo la reale prevalenza del Long Covid in età pediatrica e adolescenziale è praticamente sconosciuta. La maggior parte delle ricerche condotte nell’area del Long COVID, infatti, si è finora focalizzata sugli adulti, mentre gli studi in età pediatrica sono meno numerosi.

Ecco le aree dei sintomi ritenuti fondamentali per la diagnosi di Long Covid pediatrico indicate nello studio:

  • Affaticamento o sfinimento
  • Sintomi gastro-intestinali
  • Funzionamento neuro-cognitivo
  • Funzionamento fisico
  • Sintomi cardio-vascolari
  • Malessere dopo sforzo
  • Alterazioni nella vita scolastica e lavorativa

 

LA MISURA DI SEGNI E SINTOMI

Per quanto riguarda la ‘misura’ dei segni e sintomi pertinenti a queste aree, gli autori dello studio hanno selezionato quelle che possono essere utilizzate a livello universale, anche in Paesi con risorse limitate. Validi ‘strumenti’ di misura sono stati individuati solo per quattro aree: affaticamento o sfinimento, sintomi gastro-intestinali, funzionamento neuro-cognitivo, funzionamento fisico, mentre si sta ancora lavorando per individuare quelli migliori per le aree restanti.

«Il nostro centro – ricorda il dottor Buonsenso, della UOC di Pediatria di Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, diretta dal professor Giuseppe Zampino e docente di Pediatria all’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma -  è stato il primo al mondo a documentare che anche bambini e adolescenti possono sviluppare Long Covid e abbiamo portato le prime evidenze scientifiche che questi bambini hanno delle alterazioni immunologiche, vascolari, e disautonomiche, che li distinguono dai pazienti guariti o dai controlli sani. Con questa ultima analisi internazionale, insieme ad esperti e rappresentanti di pazienti e famiglie, abbiamo definito gli outcomeprincipali, in modo da consentire di standardizzare i nostri studi a livello globale. Ciò ci consentirà di condividere le casistiche e comprendere sempre meglio questa condizione, che causa un grave peggioramento della qualità di vita delle persone che ne sono affette». 

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Caterina Fazion
Caterina Fazion

Giornalista pubblicista, laureata in Biologia con specializzazione in Nutrizione Umana. Ha frequentato il Master in Comunicazione della Scienza alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste e il Master in Giornalismo al Corriere della Sera. Scrive di medicina e salute, specialmente in ambito materno-infantile


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