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Pediatria

Nasce un ambulatorio per curare il bullismo

pubblicato il 31-03-2014
aggiornato il 01-02-2017

Al Policlinico Gemelli di Roma specialisti per aiutare le vittime del cyberbullismo, la forma di aggressività più temuta fra gli adolescenti

Nasce un ambulatorio per curare il bullismo

Una normale conversazione su Facebook o sui social network più utilizzati diventa a poco a poca una minaccia, una vergogna di dominio pubblico: è il fenomeno del bullismo via etere sempre più ad opera di adolescenti, che schiacciano sotto il peso di una violenza psicologica giovani come loro, fragili o diversi per abitudini e costumi, tanto da indurli ad atti anche drammatici.

I casi di vittime di vilipendio sono in aumento, anche in Italia, e stanno richiedendo attenzione e cura alle vittime e ai persecutori. Nasce a Roma, presso Il Policlinico Gemelli, con intenzioni terapeutiche e di contenimento del problema un ambulatorio dedicato che vede anche la collaborazione della Polizia Postale e delle Comunicazioni e dell’ANP Lazio (Associazione Nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola).

 

LA RICERCA

4 minori su 10 sono vittime di un abuso cibernetico per ragioni razziali (43%), sessuali (56%), fisiche (67%) o ne sono testimoni: lo rivela uno studio realizzato nel 2013 da ‘Save the Children’, aggiungendo che oggi i ragazzi (72%) considerano il bullismo digitale più pericoloso della droga (55%), del pericolo di molestie da parte di un adulto (44%) o del rischio di contrarre una malattia sessualmente trasmissibile (24%). Una minaccia che aleggia ovunque: sui banchi di scuola, a casa nella propria camera, nel campo di calcio, di giorno come di notte.

«Il bullismo perpetrato via etere – spiega il Francesco Tonioni, professore dell’Istituto di Psichiatria e Psicologia dell’Università Cattolica di Roma e coordinatore del nascente ambulatorio – ha dato avvio ad una crescita esponenziale dei disagi subiti, molti dei quali non vengono denunciati o restano impuniti». Con ripercussioni sociali e una preoccupazione estesa, oltre che agli adolescenti, ai bambini in possesso in età sempre più precoce di un telefono cellulare, o sempre più avvezzi agli strumenti digitali, internet in test e primaria fonte di incontri nocivi in chat o di potenziale angoscia psicologica.

Fondamentale dunque è rivolgere l’attenzione non solo ai ragazzi vittime del cyberbullismo, ma anche dei loro famigliari o di chi ne è indirettamente coinvolto. «Per mettere il fenomeno allo scoperto – aggiunge Tonioni - abbiamo istituito un ambulatorio che accoglierà sia i giovani perseguitati, facendo leva sulla loro capacità di gestire l’aggressività e di dotarsi di strumenti per non cadere nella rete, sia i bulli stimolando il senso di colpa per lavorare sull’affettività».

 

LE COLLABORAZIONI

A sollevare la socialità del problema, è la collaborazione che l’ambulatorio, già attivo (appuntamenti allo 06 3015412206 30154122, dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13:00), ha stretto con la polizia Postale e l’ANP Lazio. «Il nostro obiettivo – conclude lo psichiatra – è arrivare a scovare in accordo con istituti scolastici possibili fragili utenti e ideare un progetto di informazione sull’utilizzo delle nuove tecnologie e i rischi correlati».


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