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Pediatria

Perché la vaccinazione anti-morbillo è indispensabile

pubblicato il 30-07-2012
aggiornato il 17-01-2017

Torna d’attualità in questo periodo dell’anno se proteggersi o meno contro un rischio di malattie pericolose. Unanime il parere favorevole dei pediatri

Perché la vaccinazione anti-morbillo è indispensabile

Torna d’attualità in questo periodo dell’anno se proteggersi o meno contro un rischio di malattie pericolose. Unanime il parere favorevole dei pediatri

E’ ancora vera l’equazione fine primavera=morbillo?

No, risponde il dottor Roberto Marinello, vicepresidente lombardo della Sip, la Società Italiana di Pediatria. E spiega: «I casi di  morbillo sono  diventati sempre più rari, grazie a una  campagna vaccinale che in regioni come la Lombardia raggiunge fino al 90 per cento dei bambini. Possiamo dire che in Italia la battaglia contro il morbillo è stata vinta. Con due preoccupanti eccezioni, però: il Trentino-Alto Adige, dove è piuttosto diffusa una “filosofia” anti-vaccinazione, e la Campania. In questa seconda regione, Napoli in testa, si valuta che non più del 50-60 per cento dei bambini venga vaccinato contro il morbillo.»

Restano da convincere i genitori di queste due «sacche». Come farete?

Come continuiamo a fare in tutte le regioni: con l’organizzazione (sono le Asl che chiamano i bambini che stanno per compiere 15 mesi, e poi li richiamano per la seconda dose tra i 5 e i 6 anni di età) e parlando con i genitori. Perché non è che le resistenze siano cadute, nemmeno nelle regioni in cui viene vaccinata la stragrande maggioranza dei bambini. Noi pediatri siamo impegnati in una continua opera di convinzione e d’informazione.

Quali sono gli argomenti di convinzione? 

Facciamo riflettere i genitori sul rapporto rischi-benefici. Il morbillo è una malattia pericolosa, non è da prendere alla leggera. Il 5-6 per cento  dei bambini con morbillo sviluppa polmonite, e in 1 caso su mille può presentarsi un’encefalite, cioè una grave infezione del cervello, che porta alla morte o lascia un ritardo mentale. Invece complicanze importanti del vaccino sono rarissime, nell’ordine di una frequenza che è migliaia di volte inferiore a quelle date dalla malattia. Se noi pediatri riusciamo a far comprendere questo, le resistenze cadono.

Molti genitori sono ancora più sospettosi contro il vaccino «trivalente» morbillo-rosolia-parotite. E’ un’opinione fondata?

E’infondatissima. Ogni vaccino in più aumenta le difese immunitarie. Per fare un paragone, è come combattere contro una persona sola o contro tre.

Immagino che lei segua anche molti bambini extracomunitari. Che atteggiamento hanno i genitori, a proposito delle vaccinazioni?

Molto razionale e realistico. Molto convinto. I figli nascono in Italia, ma loro vengono da Paesi dove le malattie come il morbillo falciano la vita dei bambini. Noi, società del benessere, abbiamo più paura dei vaccini che delle malattie che essi hanno sconfitto. Abbiamo dimenticato che la base della salute è la prevenzione.

 


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