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Pediatria

Quelle malattie (quasi) dimenticate grazie ai vaccini

pubblicato il 10-09-2014
aggiornato il 06-02-2017

2.600.000 morti all’anno per morbillo nel mondo nel 1980 e oggi “solo” 158.000. Analogo calo per difterite, pertosse, epatite B, parotite, rosolia e meningite. L'appello degli scienziati a non abbassare la guardia

Quelle malattie (quasi) dimenticate grazie ai vaccini

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I genitori di oggi non hanno mai visto dal vivo, in bambini reali, le malattie contro cui sono indirizzati i vaccini. Per questo, anche, li sottovalutano, quasi non ci “credono”, e per questo si fermano a guardare soltanto i possibili (oggi quasi nulli) effetti collaterali. Così esordisce il professor Gian Vincenzo Zuccotti, docente all’Università di Milano e primario di Pediatria dell'Ospedale per bambini Buzzi di Milano, nella conferenza stampa indetta martedì 9 settembre dalla Fondazione Veronesi nella sua sede in piazza Velasca a Milano.

L’allarme, tanto da dover “propagandare” i vaccini, viene da quel 20 per cento nelle statistiche italiane di genitori contrari o anche solo dubbiosi sull’importanza  di queste armi della prevenzione. Già la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, aveva osservato: «L’assenza di alcune malattie è come la libertà, ti accorgi di quanto sia importante solo quando l’hai persa».

Un’immagine impressionante nel mostrare da quali tragedie ci siamo tirati fuori con i vaccini la mostra Chiara Azzari, direttore della Clinica Pediatrica Meyer di Firenze e docente in quella Università: in una foto in bianco e nero, datata 1960, due grandi saloni gremiti di un’infinità di polmoni d’acciaio da cui sporgono solo piccole teste di bambini. Tutti poliomielitici. Grazie all’arrivo del vaccino specifico quei saloni ora sono due accoglienti aule magne e l’ultimo caso di polio da noi s’è registrato nel 1984. E nel 2000, dopo le attese dovute alle cautele scientifiche, l’Italia è stata dichiarata “libera dalla poliomielite” nel 2000 (e tutta l’Europa nel 2002).

Il passato – che è terribile presente in tanti Paesi del Terzo Mondo – è appena dietro le nostre spalle. Non si può mai essere troppo sicuri. Sempre per stare alla polio, era sparita anche dalla Siria, ma con la guerra, stop alle vaccinazioni ed ecco lì riapparire la terribile malattia.

Un’altra cifra fa impressione: 2.600.000 morti all’anno per morbillo nel mondo nel 1980 e oggi “solo” 158.000, grazie al vaccino. Analoga caduta drastica per difterite, pertosse, epatite B, parotite, varie forme di rosolia e meningite. A questo proposito c’è una novità positiva di quest’anno: l’uscita del vaccino per il meningococco B, contro cui non c’era tutela.

Su questo fatto la testimonianza drammatica e insieme stimolante di Amelia Vitiello, che ha perso una figlia, Alessia, proprio per questa malattia di tipo B e che ora è presidente dell’Associazione Liberi dalla Meningite, fatta in gran parte di genitori nella sua situazione e che si batte perché non ce ne siano altri che dicono “no” o “non so” dinanzi al nuovo vaccino: «La mortalità è del 10-15% per cento, quei bambini non ci sono più! Altri sopravvivono senza gambe o braccia o altri disturbi neurologici», è stato il suo grido di allarme.

Eppure –spesso sull’incontrollabile web – avanzano denunce e altolà solo apparentemente scientifiche. Chiara Segré, ricercatrice e supervisore scientifico della Fondazione Veronesi, ha ricordato la “bufala” del vaccino trivalente che provocherebbe, come effetto collaterale, l’autismo. Era firmata da un medico, Andrew Wakefield,  quella notizia che anche Lancet avallò nel 1998 per poi ritrattarla. Ma nel 2010 dopo le prove contrarie fornite dalla comunità scientifica. ma intanto erano passati 12 lunghi anni.

Per sostenere il corretto uso dei vaccini, essendo la divulgazione medica tra i suoi obiettivi basilari, la Fondazione Umberto Veronesi ha preparato due nuovi quaderni  a opera di un gruppo di specialisti nella collana Libertà di sapere, libertà di scegliere. I titoli sono “Vaccini e vaccinazioni. Perché Sì. Le risposte della scienza” e “La vaccinazione come strumento di prevenzione. Un esempio: la meningite”.

I due volumetti sono scaricabili gratuitamente dal sito della Fondazione Veronesi dal tool “I quaderni della salute”.

Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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