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In quarantena con l'anoressia

Il Coronavirus e i bisogni di chi soffre di anoressia. In questa fase si può imparare a fidarsi del proprio corpo

In quarantena con l'anoressia

Nelle ultime settimane sto ricevendo molte richieste di aiuto da ragazze,  sofferenti di anoressia, che tollerano malissimo le misure restrittive post-Covid-19: «Prima facevo 15 chilometri al giorno a piedi, come faccio adesso? Diventerò grassissima». «Prima potevo dire a casa che avrei pranzato in università e me la cavavo con due gallette. Come faccio adesso che siamo tutti a casa e che mangiamo sempre insieme?».


È importante, in una fase così delicata, capire l’aumento della sofferenza. Ma non assecondarla. Se pensiamo di allentare la morsa dell’ossessione con una camminata «per bruciare calorie» o con un pasto saltato «perché se mangio poco non ingrasso», all’inizio abbiamo l’illusione di sentirci un po’ più tranquilli. Ma, in realtà, stiamo ponendo le basi più certe per far aumentare ancor di più l’ossessione nel tempo. Abbiamo già paragonato su questo blog i pensieri ricorrenti che si registrano nelle pazienti anoressiche alla progressione delle cellule tumorali verso altri organi (fino a formare le metastasi). Anche questi, cercano di crescere e diffondersi in ogni modo. E, se non li fermiamo con decisione, prendono sempre più spazio, fino a consumarci «dal di dentro».

Quindi, cosa dire alle ragazze in questo momento? Che l’ossessione, quando si trova davanti un argine alla sua marcia, che sia l’essere «costrette» all’immobilità o l’essere «obbligate» a mangiare con più regolarità, cerca ogni modo per riprendere spazio. Cogliamo quindi l’occasione di questo momento per arginarla con più decisione, con la garanzia che, stando in famiglia, saremo meno soli ad affrontarla.


Care ragazze, tenete duro e datevi la possibilità di arrivare a notare una cosa sorprendente, che spesso le ragazze ricoverate («recluse», come dicono all’inizio del ricovero) mi raccontano: «All’inizio pensavo che, chiusa qui dentro, mangiando a tutti i pasti e non potendomi muovere, sarei diventata obesa in pochi giorni. Invece il peso è sì cresciuto, ma centomila volte meno di quello che temevo. Forse, chissà, posso iniziare a fidarmi di più del mio corpo: anche se ferma a letto, consumo molte più energie di quanto immaginavo».

 

Come dicono i tifosi dell’Inter, e come vi dico spesso, «non mollate mai».




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