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Lo spillover e la vanagloria degli esseri umani

Lezioni dalla pandemia. Giorgio Macellari: "lo spillover, il salto di specie di patogeni come Sars-CoV-2, dipende dal comportamento umano"

Lo spillover e la vanagloria degli esseri umani

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La seconda di dieci "lezioni" (leggi la premessa) che la pandemia di Sars-CoV-2 ci sta fornendo. 

Spillover” è il titolo di un noto best-seller in cui l’autore, David Quammen, nel 2012 preconizzava l’eventualità di una pandemia per “salto di specie” di un patogeno dalla sua specie ospite a un’altra, nel caso in questione la nostra.

NON FU PROFEZIA, MA CONOSCENZA E DEDUZIONE

Attenzione, Quammen non ha profetizzato la catastrofe: la sua è stata l’ovvia deduzione logica da alcune premesse note. Esattamente come alcuni scienziati che, nel 2017, pubblicavano su Nature un articolo (Olival K. J. e altri, Vol. 546, n. 7660, pp. 646-650) nel quale indicavano proprio i pipistrelli come pericoloso serbatoio di virus a rischio di trasmissione, per la loro promiscuità e perché capaci ospitare centinaia di migliaia di specie virali.

SPILLOVER, EVENTO RARO MA SEMPRE PIù FREQUENTE

Lo spillover è evento raro in natura: accade almeno dal Neolitico, epoca della domesticazione animale, ma la sua frequenza è cresciuta smisuratamente nelle ultime decadi, a partire dal salto che fece l’HIV dallo scimpanzé. Inoltre, perché avvenga è necessaria una forzatura umana, cioè l’intrusione in nicchie ecologiche ad alta biodioversità e separate dalle nostre frequentazioni. Circostanze del genere si creano per queste cause: iper-aggregazione urbana, aggressione ambientale indiscriminata, allevamenti intensivi, macellazioni insalubri, uso massivo di antibiotici, caccia-traffico-vendita-consumo-collezionismo di animali selvatici, scarsità di cibo, bassa istruzione, brama, egoismo, disinteresse, irresponsabilità…

DIPENDE DAGLI ESSERI UMANI

Qual è, nel merito, la lezione di Sars-CoV-2? Che a creare lo spillover non è l’ambiente: è il comportamento umano. E, in aggiunta, che la salute umana è il risultato di molteplici e delicati equilibri che coinvolgono l’intero ecosistema. Quindi che fare? La risposta è laconica: dobbiamo maggiore rispetto alla natura. Per stare bene tutti, bisogna che rinunciamo a certi eccessi vanagloriosi e smaccati. Gli antichi l’avevano già scritto: “Ne quid nimis”, cioè “nulla di troppo”. Il passato continua a mordere la carne degli smemorati.

*Giorgio Macellari è Chirurgo Senologo Docente di Bioetica, Scuola di Specializzazione in Chirurgia di Parma



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