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Farmaci, così complessi e così imperfetti

D’Incalci e Vozza spiegano quanto sia lungo l’iter per produrre un medicinale. La storia dei principali successi e i nuovi orizzonti da esplorare

Farmaci, così complessi e così imperfetti

Come nasce un farmaco: leggi l'approfondimento nel post di Francesco Mannara

Possono salvare la vita, ma vanno presi soltanto quando davvero necessari. Talvolta arrivano a costare un occhio della testa, ma ciò non vuol dire che alle spalle ci sia sempre un magheggio da parte delle case farmaceutiche. Di sicuro c’è che uno stile di vita corretto - costituito da una dieta equilibrata e condita con la giusta dose di attività fisica - è meglio di qualsiasi altra terapia. Se a ribadirlo, poi, sono un farmacologo dell’istituto Mario Negri di Milano (Maurizio D’Incalci) e una divulgatrice scientifica (Lisa Vozza) in un libro dal titolo “Come nascono le medicine” (edito da Zanichelli), vuol dire che la farmacologia non è una scienza esatta e anche chi la maneggia quotidianamente ne riconosce i limiti.

 

Il libro, inserito nella collana Chiavi di Lettura con cui la casa editrice bolognese da qualche anno s’è posta a cavallo tra scienza e società, utilizza un linguaggio chiaro e rapido per trattare un tema di rilievo nella società contemporanea. Della perfettibilità dei farmaci si parla spesso, in contesti scientifici ma anche divulgativi. Prima che l’argomento più dibattuto diventasse l’alimentazione, infatti, erano in molti a chiedersi cosa ci fosse dietro la messa in commercio di un medicinale. I due autori descrivono l’iter in maniera sintetica, ma efficace, ripercorrendo le tappe di uno studio preclinico e dei successivi test effettuati sull’uomo, mirati a valutare sicurezza ed efficacia del nuovo rimedio. Anche i numeri sono d’aiuto a capire la complessità di questo mondo. Ogni anno sono più di un milione mezzo i farmaci che affrontano le fasi di studio in vitro e su animali. Di questi, però, appena venticinque superano la fase 3: quella che precede la valutazione da parte delle autorità regolatorie. In altre parole: una molecola su sessantamila ce la fa. Tutto ciò accade in oltre dieci anni: tanto è il tempo che intercorre dall’individuazione di un potenziale principio attivo alla consegna del suo dossier a chi è chiamato a valutarne l’efficacia (l’Ema in Europa).

 

La strada per arrivare ad avere un nuovo farmaco è tortuosa. Ciò vuol dire che chi arriva al traguardo spesso possiede davvero una dote per cui merita di essere ricordato. Da qui la scelta dei due autori di celebrare alcuni successi della ricerca farmacologica: dalla scoperta della penicillina (valse a Fleming il Nobel per la medicina nel 1945) allo sviluppo dell’insulina ricombinante(quale diabetico rifiuterebbe questo Ogm?), dall’invenzione della cardioaspirina (oggi la assumono sei milioni di italiani per prevenire la ricaduta di un infarto) alla trovata del cisplatino (impiegato per la cura di diversi tumori). Diversi sono i loro effetti, a seconda di chi li assume. Un riscontro che vale come ulteriore riprova di quanto sia necessario procedere con cautela, e mai con troppe certezze, quando si valuta la risposta a un farmaco.

 

Senza dire troppo altro, per non togliere il gusto della lettura, circa i concetti di trial clinico, farmaco generico, biosimilare e impiego off-label, vale invece la pena sintetizzare il pensiero di D’Incalci e Vozza riguardo all’omeopatia, di cui gli italiani sono patiti: «I suoi sostenitori sfruttano il nulla, a parte lo zucchero, che è contenuto in questi prodotti per sostenere che, rispetto ai farmaci convenzionali, magari non sono altrettanto efficaci, ma neppure tossici. Ma se una persona malata prende un medicinale omeopatico anziché un farmaco che potrebbe risolvere il suo problema, può aggravare la sua situazione e morire per mancanza di cure adeguate».

 

Maurizio D’Incalci e Lisa Vozza

COME NASCONO LE MEDICINE
La scienza imperfetta dei farmaci

Zanichelli, 229 pagine, 12,90 euro



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