Le campagne di educazione alimentare partono dall'assunto che il consumo eccessivo di cibi di origine industriale sia correlato a una maggiore probabilità di sviluppare fattori di rischio (ipertensione, ipercolesterolemia, obesità) o malattie (diabete, sindrome metabolica) in grado di minare la salute. Un'ipotesi che tiene conto della più scarsa - non sempre, però - qualità del cibo. Ma ora inizia a insinuarsi un altro dubbio: quello che il frequente consumo di alimenti troppo lavorati induca anche a mangiare di più. Maggiore quantità e minore qualità del cibo: il binomio è quanto di più insidioso possa esserci per l'uomo. E non soltanto per una questione estetica.
Cibi industriali: più ne mangiamo, più ne vogliamo?
Consumare spesso alimenti di origine industriale può indurre a mangiare di più. Ma gli alimenti pronti non vanno demonizzati
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