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Alimentazione
Caterina Fazion
pubblicato il 05-04-2023

Come proteggere i bambini dalle pubblicità di cibi non salutari?



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Arrivano dall'Oms Europa criteri nutrizionali aggiornati per ridurre la pressione del marketing di alimenti e bevande per bambini, ricchi di grassi saturi, zuccheri e sale

Come proteggere i bambini dalle pubblicità di cibi non salutari?

Per contribuire a ridurre l’elevato carico di malattie non trasmissibili collegate all’alimentazione poco salutare, l’OMS ha aggiornato i criteri nutrizionali relativi agli alimenti per bambini. L’obiettivo è uno: ridurre la pressione del marketing alimentare sui bambini per quanto riguarda gli alimenti ad alto contenuto energetico, di grassi saturi, acidi grassi trans, zuccheri e sale.

Sono proprio i più piccoli, infatti, ad essere particolarmente vulnerabili alle pubblicità di bevande e alimenti veicolate attraverso televisione, videogiochi online e social media. Quali sono i rischi legati a un a cattiva alimentazione per bambini e ragazzi? Cosa ha deciso di fare l’OMS per ridurre la pubblicità martellante di alimenti poco salutari? Scopriamolo analizzando la seconda edizione del documento”WHO Regional Office for Europe nutrient profile model” che aggiorna la versione precedente del 2015.

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I RISCHI DELLA CATTIVA PUBBLICITÀ

Le diete poco salutari sono una delle principali cause di morbilità e mortalità nella regione europea dell'Oms e hanno un impatto significativo sui livelli di obesità e sovrappeso. In 46 dei 53 Paesi della Regione, oltre il 50% della popolazione e 1 bambino su 3 convive con obesità o sovrappeso. È probabile che l'obesità infantile continui nell'età adulta, il che mette i bambini a rischio di sviluppare diabete, cancro e altre malattie non trasmissibili. Nella sola Regione Europea, le diete malsane causano più di 1 milione di morti ogni anno.

Sono molti i marchi di alimenti e bevande che promuovono i loro prodotti poco salutari ai bambini e dato che gli approcci di autoregolamentazione in molti paesi si sono dimostrati inefficienti nel proteggere i più piccoli dall'esposizione a questo tipo di marketing, l’OMS Europa ha sviluppato una serie di criteri nutrizionali per determinare se i prodotti alimentari siano adatti per essere presentati e promossi a bambini e adolescenti. I responsabili delle decisioni possono utilizzare questo modello come guida per definire le politiche, migliorare l'ambiente alimentare e proteggere la salute dei bambini.

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L’UTILITÀ DEL PROFILO NUTRIZIONALE

Proprio con l’obiettivo di proteggere i bambini dal marketing che promuove alimenti malsani, l’Oms Europa ha aggiornato il suo modello di profilo nutrizionale, “WHO/Europe Nutrient Profile Model (Npm)”. Il modello fornisce, per 22 categorie di alimenti e bevande analcoliche per bambini di età pari o superiori ai 36 mesi, le soglie da non superare in termini di contenuto calorico, grassi totali, grassi saturi, acidi grassi trans, zuccheri totali, zuccheri aggiunti, dolcificanti non zuccherini e sodio.

Per capire se un prodotto alimentare è salutare per i bambini bisogna identificare la categoria alimentare in cui rientra l’alimento o la bevanda e confrontare il suo contenuto nutrizionale con le soglie del modello OMS. Per essere ritenuto adatto alla pubblicizzazione, un prodotto alimentare non deve superare, su una base di 100 g/mL, nessuna delle soglie pertinenti per quella categoria di prodotti alimentari.

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QUALI SOGLIE VANNO RISPETTATE?

A seconda della categoria, le soglie sono indicate per quando riguarda gli stessi nutrienti e altri componenti inclusi nel modello 2015, ovvero:

  • energia (Kcal): intesa come energia chimica totale disponibile negli alimenti e nei loro costituenti macronutrienti (carboidrati, grassi, proteine)
  • grassi totali: contenuto totale di grassi del prodotto alimentare, che può essere composto da varie concentrazioni di acidi grassi nei tre grandi raggruppamenti di acidi grassi saturi, acidi grassi monoinsaturi e acidi grassi polinsaturi
  • grassi saturi: si intendono i principali acidi grassi saturi presenti nella dieta, ovvero C14, C16 e C18, tranne nel caso del latte e dell'olio di cocco, in cui gli acidi grassi saturi sono C4-C18
  • acidi grassi trans prodotti industrialmente sono i principali acidi grassi trans presenti nella dieta e derivati dall'idrogenazione parziale degli oli vegetali, una tecnica che produce grassi semi-solidi da utilizzare per la cottura e la frittura, per le margarine e per la produzione di alimenti
  • zuccheri totali: si intende il contenuto totale di zucchero del prodotto alimentare, che può essere composto da zuccheri intrinseci incorporati nella struttura di frutta e verdura intatte, zuccheri del latte (lattosio e galattosio) e tutti i monosaccaridi e disaccaridi aggiunti agli alimenti dal produttore, dal cuoco o dal consumatore, oltre agli zuccheri naturalmente presenti nel miele, negli sciroppi e nei succhi di frutta
  • zuccheri aggiunti: si intendono tutti i monosaccaridi e disaccaridi aggiunti agli alimenti e alle bevande dal produttore, dal cuoco o dal consumatore durante la lavorazione o la preparazione, compresi gli ingredienti contenenti zuccheri utilizzati per le loro proprietà dolcificanti, come la frutta secca e i succhi concentrati
  • edulcoranti non zuccherini: sono additivi alimentari (diversi dagli zuccheri mono o disaccaridi) che conferiscono un sapore dolce a un alimento come aspartame, sucralosio e xylitolo. I diversi Paesi hanno elenchi diversi di edulcoranti non zuccherini consentiti
  • Sodio

 

LE VARIE CATEGORIE

A seconda della categoria le soglie sono indicate per specifici nutrienti e altri componenti, non necessariamente per tutti. Nel caso dei cereali per la prima colazione, infatti, un prodotto non deve superare i criteri per i grassi totali, gli zuccheri totali e il sodio. Per i succhi, invece, sono indicate solo le soglie di zuccheri totali e dolcificanti non zuccherini.

Fanno eccezione solo gli acidi grassi trans: il modello OMS, infatti, riporta che “è vietato il marketing di qualsiasi prodotto, indipendentemente dalla categoria, che contenga > 1 g per 100 g di grassi totali sotto forma di acidi grassi trans prodotti industrialmente”.

Il modello 2023 mantiene una soglia per l'energia solamente per una categoria, ovvero "cibi pronti e convenience", poiché questa categoria è costituita da molti alimenti (e pasti preparati) serviti in grandi quantità, il che indica che è necessario un limite energetico. Le categorie per le quali esistono soglie per i grassi totali e gli zuccheri totali non richiedono una soglia per l'energia. Il modello aggiornato mantiene le soglie per il sodio/sale, in linea con le raccomandazioni nutrizionali dell'OMS, per 14 categorie, con livelli massimi di 0,5 grammi per 100 g/mL. Se si prende in considerazione la commercializzazione di più prodotti, ad esempio, in un pasto al ristorante (compresi i pasti a servizio rapido e da asporto), ogni elemento deve soddisfare i criteri nutrizionali pertinenti.

 

ZUCCHERI E DOLCIFICANTI

Il modello 2023 prevede soglie di zuccheri totali per otto categorie e soglie di zuccheri aggiunti per dieci, fissate a 0. Per decidere se un prodotto è adatto alla pubblicizzazione per i bambini è sufficiente verificare se contiene zuccheri aggiunti, piuttosto che una quantità specifica, tenendo presente che possono avere nomi molto diversi, tra cui zucchero di canna, destrosio, fruttosio, nettari di frutta, glucosio, miele, lattosio, sciroppo di malto, maltosio, sciroppo d'acero, melassa, zucchero grezzo e saccarosio.

Rispetto al modello del 2015 che fissava soglie per i dolcificanti non zuccherini in due categorie di bevande ma in nessuna categoria di alimenti, il modello 2023 prevede una soglia per i dolcificanti non zuccherini per tutte le categorie, sia per gli alimenti sia per le bevande, con una soglia pari a 0. Fa eccezione solo la categoria "Frutta e verdura lavorate".

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Caterina Fazion
Caterina Fazion

Giornalista pubblicista, laureata in Biologia con specializzazione in Nutrizione Umana. Ha frequentato il Master in Comunicazione della Scienza alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste e il Master in Giornalismo al Corriere della Sera. Scrive di medicina e salute, specialmente in ambito materno-infantile


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