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Alimentazione

La dieta che promuove l'allattamento

pubblicato il 07-06-2013
aggiornato il 19-06-2017

Allattare al seno è salutare per mamma e bambino. Ma quali sono le indicazioni nutrizionali per garantire del buon latte al neonato?

La dieta che promuove l'allattamento

I più recenti studi confermano che il regime alimentare, seguito durante l'allattamento e ancor prima in gravidanza, condiziona fortemente la secrezione lattea, con ripercussioni psicologiche sia sulla madre che sul bambino.

Un neonato allattato al seno godrà di tutti i principi nutritivi necessari, grazie alla completezza e all'equilibrio nutrizionale di questo alimento, che rappresenta, tra l'altro, anche il veicolo più efficace per il passaggio di anticorpi materni al lattante, mettendolo al riparo da alcune fra le malattie più comuni dell’infanzia quali otiti, gastroenteriti, infezioni respiratorie e urinarie.

FABBISOGNO NUTRIZIONALE

Durante l’allattamento aumentano i fabbisogni nutrizionali della mamma in quanto la produzione di latte, più gravosa in termini nutrizionali rispetto alla gravidanza, richiede un maggior dispendio di energie caloriche.

In ragione di questo, l’apporto giornaliero pari a circa 2100 - 2200 calorie, acquisite attraverso la dieta in una donna adulta e di corporatura media, durante l'allattamento dovranno essere aumentate di circa 200 calorie, fornite all’organismo sempre da cibi altamente proteici. Una condizione necessaria, dicono gli esperti, per mantenere in buona salute mamma e bambino.

Quali sono, dunque, le regole della buona tavola durante l’allattamento? Si raccomanda che la dieta della mamma, particolarmente in questo periodo, sia ben bilanciata dalla presenza equilibrata di tutti i nutrienti: lipidi, proteine e glucidi, frutta e soprattutto verdura. Qualunque cibo potrà essere assunto in quantità ragionevole, evitando però di preferenza dolci, troppi grassi, fritti e spezie.

CONSIGLI DIETETICI

Per coprire l’aumentato fabbisogno di proteine e di calcio – rispetto alla dieta in gravidanza – gli esperti consigliano:

  • Uno spuntino addizionale a base di latte, yogurt o formaggio.
  • Il consumo di frutta e verdura, in particolare di quelle di colore giallo-arancio e verde scuro, per il contenuto di sali minerali e vitamine; di pesce azzurro per l’apporto di acidi grassi omega 3, carne,  uova, olio di oliva (in quanto l’acido oleico è fondamentale per la maturazione del sistema nervoso del lattante) e legumi.
  • Acqua in abbondanza: almeno 2,5 litri al giorno, aumentati a 3 litri nel periodo estivo;
  • L’esclusione di preparazioni elaborate, ricche di grassi saturi;
  • Il consumo moderato di caffeina, contenuta in caffè, the e bevande a base di cola, e alcool perché passando nel latte, queste sostanze potrebbero causare nel neonato irritabilità e insonnia. Preferire nel caso, prodotti decaffeinati o deteinati.
  • L’abolizione tassativa di superalcolici in quanto l’alcool etilico che passa nel latte, potrebbe inibire la montata lattea e provocare nel lattante sedazione, ipoglicemia, vomito e diarrea.
  • L’esclusione del vino, compreso quello a bassa gradazione alcolica. Nel caso lo si consumi, è bene limitarsi a quantità non superiori a un bicchiere, una o due volta massimo a settimana, esclusivamente ai pasti;
  • L’eliminazione della birra che non ha nessun ruolo nel favorire la secrezione di latte, ma che invece può passare nel latte e renderlo amaro e sgradito al lattante.
  • La riduzione del consumo di cioccolato.

CIBI SCONSIGLIATI

È preferibile non includere (a meno che non abbiano fatto parte della già dieta in gravidanza) cavoli, aglio, cipolla, asparagi, peperoni, cetrioli, fragole, uva, ciliege, pesche, albicocche, formaggi fermentati (gorgonzola, brie), crostacei, molluschi, selvaggina, dolci alla crema o al liquore, cacao. Alcuni di questi alimenti possono infatti alterare il sapore del latte, altri essere dannosi per il bambino, e altri ancora esporlo al rischio di allergie. Inoltre è bene evitare anche alimenti per i quali la mamma abbia notato una relazione tra assunzione e scarso gradimento del latte da parte del neonato.

 

Consulenza: Prof. Claudio Fabris, Professore di Neonatologia, Università di Torino


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