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Alimentazione

La prevenzione delle vene varicose parte dalla tavola

pubblicato il 27-03-2015
aggiornato il 17-02-2017

Gli esperti consigliano una dieta ricca di frutta e verdura che favorisce il controllo del peso e fornisce vitamine e bioflavonoidi ad azione antiossidante che preservano l'integrità dei vasi

La prevenzione delle vene varicose parte dalla tavola

Dolore, sensazione di pesantezza delle gambe, prurito e gonfiore delle caviglie durante la stazione eretta, crampi e formicolii nel corso del sonno: potrebbe non essere solo affaticamento degli arti inferiori, ma una condizione generale che denuncia, se accompagnata da “classiche” striature bluastre e sporgenti lungo gambe e cosce, delle vene varicose. Più note semplicemente come varici, affliggono soprattutto le donne: la comparsa sembra essere infatti favorita da fattori ormonali, dalla gravidanza, da occupazioni che costringono a restare a lungo in piedi e per tutti indistintamente da un eccesso di peso e eventuali traumi ripetuti.

Su questi stimoli esterni, uniti alla genetica, non va però esclusa neppure l’azione svolta da uno scorretto stile di vita: sedentarietà e il mangiare in quantità smodate, che conducono verso il sovrappeso e possono fare la loro parte nel peggiorare il disturbo delle varici. Facilitano infatti il ristagno e la cattiva circolazione del sangue dai piedi, “cuore venoso plantare”, verso il muscolo cardiaco. A pesare su tutto, poi, ci può essere anche la qualità degli alimenti, sbagliati perché troppo grassi, ipercalorici e privi di fibre. Allora, quali sono le buone regole per la prevenzione innanzitutto e poi la gestione e la cura delle varici?

 

CHE COSA SONO

Cominciamo inquadrando il problema. Le varici sono vene superficiali delle gambe, per lo più vene tributarie della grande o della piccola safena, molto dilatate e nelle quali il sangue scorre a fatica a causa del cedimento delle pareti venose, che determina l'allargamento dei vasi e il loro allungamento serpiginoso. L’alterazione strutturale, su base infiammatoria, non consente più alle valvole interne della vena di impedire che il sangue refluisca verso il basso, finendo con l’accumularsi nei vasi venosi per forza di gravità. Sono generalmente precedute o accompagnate dalle teleangectasie, note come “capillari”, a valenza inestetica, ma anche prognostica di una malattia che oggi è definita “malattia venosa cronica”, comprendendo stadi via via ingravescenti appunto dalle teleangectasie alle varici, per arrivare alla lipodermatosclerosi (gambe grosse e indurite) e alle ulcere varicose.

 

CAUSE, SINTOMI E DIAGNOSI

Età, sesso femminile, familiarità e componenti ormonali sono le principali cause di insorgenza di questa patologia che si manifesta dapprima con la comparsa di sottili strisce bluastre lungo la parte inferiore della gamba e che con il tempo si ingrossano fino a sembrare cordoni nodosi. La diagnosi di norma avviene già da parte delle stesse persone che vedono e sentono le loro brutte vene, e confermata facilmente dalla visita medica (le varici sono una delle malattie più frequenti e conosciute fin dall’antichità).

L’ecodoppler, in grado di dare informazioni anatomiche e funzionali sullo stato dei vasi sanguigni e di mostrare il flusso ematico al loro interno, è da riservarsi come esame specialistico di II livello, onde evitare inappropriatezze d’uso e costi inutili. Seguirà una cura spesso chirurgica che consiste o nella obliterazione endovascolare della vena dilatata mediante introduzione di sostanze chimiche (liquidi o schiume sclerosanti) o di energia termica (laser o radiofrequenza); oppure nell'asportazione delle vene patologiche mediante chirurgia aperta che permette di “sfilarle”, oggi attraverso mini-incisioni.

Sono numerosi i casi meno complessi per cui è indicato un trattamento non invasivo, quale l'uso di calze elastiche associate a farmaci flebotropi per bocca, attivi sulle vene con azione vasoprotettrice, e l'applicazione di farmaci topici come sintomatici.

 

ALIMENTAZIONE

Le varici però si possono prevenire anche con lo stile di vita corretto, specie a tavola, previlegiando un'alimentazione ricca di frutta e verdura che, oltre a favorire il controllo del peso, fornisce anche vitamine e bioflavonoidi ad azione antiossidante che preservano l'integrità dei vasi. Ecco, dagli esperti, i buoni consigli alimentari con cibi che:

  • agiscono sui radicali liberi con un’azione anti-ossidante. Nella dieta, equilibrata e bilanciata, non dovrebbe mancare mai ad ogni pasto almeno uno dei seguenti alimenti: cereali integrali, frutta secca (mandorle, noci specie di macadamia, nocciole), germi di grano, tuorlo d’uovo, verdure a foglia larga che contengono vitamina E. Altrettanto importanti sono la vitamina A, contenuta nella carne bianca, latticini non stagionati, uova e fegato e la vitamina C, presente nelle arance, limoni, mandarini, kiwi, ribes, ananas, more, e fra le verdure i pomodori ricchi di licopene.Frutta e verdura sono anche ricchi di beta-carotene e carotenoidi, sostanze precursori della vitamina A, ma anche di  flavonoidi che sono indispensabili al buon funzionamento del circolo venoso. Previlegiare in modo particolare mele e pere, cavolo, indivia, sedano, cipolla, lattuga, broccoli, fagioli e soia. Fra le bevande il tè (da limitare però in gravidanza poiché diminuisce l’assorbimento del ferro) che contiene le catechine e vino rosso (non più di due bicchieri al giorno). Non dimenticheremo l’azione vasoprotettrice indotta dagli antocianosidi del mirtillo nero, particolarmente sulla abnorme permeabilità e fragilità capillare.
  • contengono acidi grassi insaturi da cui si formano delle molecole importanti come gli Omega-3 e gli Omega-9, peraltro più attivi sulla circolazione arteriosa. Vanno inseriti nel “piano dietetico” pesce grasso (salmone, tonno, sgombri, sardine), oli vegetali (olio di noci, extravergine di oliva, l’olio di colza, di soia e di semi di girasole) da consumarsi crudi, frutta secca (mandorle, noci, semi di zucca, arachidi).
  • abbiano azione diuretica, cioè che esplicano un’azione drenante, per contrastare edemi e gonfiori. Fra questi uva, pere, nespole, melone, anguria, pesche, mele, carciofo, sedano, melanzana, cavolfiore, porro, asparago, aglio e cipolla. Inoltre è bene bere acqua che sia ricca di potassio.
  • contengono oligo-elementi, in forma naturale o di integratori alimentari per bocca dietro prescrizione medica.  Sono da previlegiare Manganese, che oltre a fortificare il sistema immunitario favorisce la coagulazione ed il metabolismo della vitamina E. E’ presente nella soia, nelle castagne, nel ribes nero, nella barbabietola, nello zenzero e nei cereali in genere. Poi il Cobalto, che assieme alla Manganese, calma la sensazione di pesantezza alle gambe e previene la dilatazione delle vene; si trova nei funghi, ravanello, cipolla, cavolo bianco, broccolo.

È invece bene non eccedere con:

  • le spezie dal sapore molto intenso come il peperoncino rosso, la paprica, il pepe nero e la senape che stimolano l’infiammazione delle pareti delle vene e la possibile dilatazione;
  • i condimenti con acidi grassi saturi  quali il burro e gli alimenti che fanno aumentare il colesterolo LDL (“cattivo”) come insaccati, frutti di mare, carni rosse, latte intero e derivati, peraltro più nocivi sulla circolazione arteriosa;
  • i dolci su scala industriale, lo zucchero bianco e l’alcool;
     
  • cibi troppo salati, ovvero acciughe, aringhe, tutto il pesce affumicato e gli insaccati che favoriscono la ritenzione idrica, il gonfiore e dilatazione delle vene;
     
  • pasti abbondanti. Meglio mangiare durante l’arco della giornata cinque volte, due pasti principali più abbondanti e 3 spuntini.
     
  • l’eccesso di peso, perché i chili di troppo facilitano il ristagno e la stasi del sangue, il cui flusso verso il muscolo cardiaco diviene  così più lento.

 

CONSIGLI UTILI

Infine sono da tenere a mente ancora due raccomandazioni:

  • Cuocere i cibi in modo semplice, alla piastra, in padella, al forno limitando invece le fritture.
  • Regolare l’intestino e/o risolvere la stipsi (stitichezza) che può stimolare una insufficienza circolatoria venosa il più delle volte dovuta all’aumento della pressione a livello addominale e un rallentamento del flusso sanguigno in quest’area. Per favorire il transito intestinale è bene bere acqua ricca di sali minerali, molta, all’incirca un litro e mezzo al giorno e non meno di due litri se nelle gambe sono evidenti delle varici e affaticamento, e mangiare molta frutta o alimenti che contengono fibre (fagioli, legumi in genere, fave, prugne e mandorle). E’ consigliabile integrare nella dieta anche semi di lino e/o di psillio e ridurre il consumo di patate, amidi o prodotti che hanno un’azione astringente come il cioccolato.

Testo di Francesca Morelli

Consulenza: Giovanni B. Agus, Professore ordinario di chirurgia vascolare all'Università degli Studi di Milano, Presidente d’Onore del Collegio Italiano di Flebologia


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