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Alimentazione

Un'altra conferma: la dieta mediterranea ti fa vivere più a lungo

pubblicato il 08-02-2012
aggiornato il 13-01-2017

L'elisir di lunga vita passa anche dalla tavola. Vita media allungata di 3 anni per gli anziani che seguono una sana e corretta alimentazione. Ad affermarlo è una ricerca svedese che ha monitorato le abitudini alimentari di migliaia di persone per quasi 40 anni

Un'altra conferma: la dieta mediterranea ti fa vivere più a lungo

L'elisir di lunga vita passa anche dalla tavola. Vita media allungata di 3 anni per gli anziani che seguono una sana e corretta alimentazione. Ad affermarlo è una ricerca svedese che ha monitorato le abitudini alimentari di migliaia di persone per quasi 40 anni

La notizia non è di certo una novità. Non scopriamo infatti oggi i benefici della dieta mediterranea. Una ricerca svedese ha però cercato di quantificare quanto la nostra dieta riesca ad incidere nelle persone anziane e in particolare quanto è in grado di farli vivere più a lungo. Il risultato è davvero sorprendente: la dieta mediterranea, oltre ad assicurare una buona salute fisica, allunga la vita media di circa 3 anni. E' questo il risultato dello studio, pubblicato dalla rivista Age e coordinato guardacaso da un italiano, il dottor Gianluca Tognon dell'Università di Goteborg, che per quasi quaranta anni ha monitorato le abitudini alimentari di migliaia di settantenni della provincia di svedese.

LE ORIGINI- Quella degli scienziati nordeuropei è solo l'ultima delle evidenze scientifiche legate alla dieta mediterranea. Il primo che si accorse delle straordinarie proprietà fu lo statunitense Ancel Keys. Nato nel 1904 a Colorado Spring, fu biologo, fisiologo e nutrizionista presso l’Università del Minnesota. Inviato al seguito delle truppe durante la Seconda guerra mondiale si occupò, per conto del Ministero, di un ampio programma sull'alimentazione. Durante il suo soggiorno italiano partecipò al primo “Convegno sull'Alimentazione” che si tenne a Roma nei primi anni '50. Alla presenza dei massimi esperti, Keys rimase affascinato dal dato della bassa incidenza di patologie cardiovascolari e di disturbi gastrointestinali della regione Campania e dell'isola di Creta. Una correlazione che doveva in qualche modo essere spiegata scientificamente. Per questa ragione fu il promotore del primo studio pilota volto a chiarire il mistero. Ad essere sottoposti alle analisi fu la popolazione di Nicotera, in Calabria. Pochi anni più tardi, più precisamente nel 1962, si trasferì a Pioppi, una frazione del comune di Pollica, nel Cilento. Pioppi divenne il quartier generale dei suoi studi. Dopo decenni di indagini giunse alla conclusione che l’alimentazione a base di pane, pasta, frutta, verdura, moltissimi legumi, olio extra-vergine di oliva, pesce e pochissima carne era la responsabile dello straordinario effetto benefico sulla popolazione locale.

LA PIRAMIDE ALIMENTARE- Gli scienziati dell'Accademia Sahlgrenska affermano che seguire la dieta mediterranea offre il 20% di possibilità in più di vivere più a lungo. «Questo significa -afferma Tognon, il coordinatore dello studio- che le persone anziane che seguono la dieta mediterranea, consumando molto pesce, verdure e pochi prodotti di origine animale come carne e latte, vivono circa 2-3 anni in più di quelli che non fanno». Ma cosa significa in termini quantitativi seguire la dieta mediterranea? Un aiuto ci viene fornito dalla piramide alimentare, un modello che descrive un regime alimentare e viene attualmente indicato come fondamento di molte diete, intese come un insieme di regole volte a gestire l’alimentazione e non necessariamente come schemi alimentari esclusivamente dimagranti. Nel modello nutrizionale a piramide gli alimenti vengono impilati e poiché la base é più grande della punta, quelli che occupano la parte inferiore sono quelli privilegiati dalla dieta, cioé che si possono assumere in quantità maggiore. Mano a mano che si sale nella piramide, la quantità diminuisce (e la figura si restringe). Ciò significa che si riduce anche la loro importanza nella dieta di tutti i giorni. In altre parole, gli alimenti in cima sono quelli da consumare con più parsimonia, perché giudicati meno consoni al mantenimento di un buon stato di salute. Per la dieta mediterranea valgono dunque le seguenti regole: 55–60% di Glucidi, di cui l’80% complessi (pane integrale, pasta, riso, mais) e il 20 % di zuccheri semplici; 10–15% di Proteine; 25–30 % di Grassi (olio di oliva); frutta e verdura occupano un posto di rilievo per le vitamine, i minerali, gli antiossidanti e le fibre che forniscono.

Daniele Banfi


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