Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora
Altre News

15 minuti all'aria aperta: il benessere delle ossa e della longevità

pubblicato il 26-05-2012
aggiornato il 24-07-2017

Livelli carenti di vitamina D mettono a rischio la popolazione anziana, specie femminile e accorciano l'attesa di vita

15 minuti all'aria aperta: il benessere delle ossa e della longevità

Livelli carenti di vitamina D mettono a rischio la popolazione anziana, specie femminile e accorciano l’attesa di vita

15 minuti di vita all’aria aperta al giorno, preferibilmente con braccia, mani e viso scoperti, sono ciò che basta a produrre quantitativi sufficienti di vitamina D, un toccasana per le ossa. A questo tempo trascorso al sole, dovrebbe far seguito la giusta dieta e, quando necessario, un'adeguata supplementazione. Tutti lo sanno, ma pochi lo mettono in pratica. Ed il rischio è più di uno: l’indebolimento dello scheletro, specie per la donna, durante la vecchiaia e un innalzamento del tasso di mortalità. 

LO STUDIO – Secondo uno studio condotto dall’Università di Graz e pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, la carenza di vitamina D non solo è nociva per l’organismo che abbassa le proprie difese contro patologie croniche e autoimmuni, osteoporosi, infezioni ed alcune forme tumorali, ma lo priva anche di un pizzico di longevità in più. «Più di 900 anziani, ultra ottantenni, residenti in case di riposo – spiega Stefan Plitz, coordinatore della ricerca –  e con livelli di vitamina D sotto i valori soglia hanno evidenziato un rischio di mortalità maggiore». La carenza – dicono gli esperti - va compensata attraverso lo studio di terapie ad hoc e piani di prevenzione che evitino l'abbassamento dei valori di vitamina D.

LA VITAMINA D – In attesa di indicazioni più precise dalla ricerca, per assicurarsi una ‘buona’ produzione della preziosa sostanza le regole base non vanno né ignorate, né trascurate: una adeguata esposizione ai raggi solari scegliendo preferibilmente la fascia oraria tra le 10 e le 15 per non nuocere alla pelle e una dieta con un corretto apporto vitaminico. «Gli alimenti privilegiati che non devono mancare sulla tavola – dichiara Maria Luisa Brandi, direttore del Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Firenze – sono le uova, il fegato e il pesce (aringhe, sardine, gamberi e anguille) e i cibi contenenti calcio (latte, latticini)». Qualora l’organismo non ne producesse a sufficienza o vi fossero condizioni che ne alterano l’assorbimento, sotto controllo medico, è possibile ricorrere a metaboliti. Ma come in ogni situazione, anche per l’assunzione della vitamina D occorre moderazione. «In quantità eccessive – conclude la Brandi – può infatti produrre l’effetto contrario e, piuttosto che rinforzare le ossa, può renderle più fragili».

Francesca Morelli


Articoli correlati


Commenti (0)


In evidenza

Da non perdere

News dalla Fondazione Eventi Iniziative editoriali Il meglio dai Blog Video