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Chi ha più potere ha meno stress

pubblicato il 26-10-2012
aggiornato il 16-01-2017

I leader hanno livelli più bassi di cortisolo, l'ormone della tensione. E meno ansia. Lo dimostra uno studio dell'Università di Harvard. La maggiore tranquillità di chi ha più oneri e impegni dipende da un accresciuto senso di controllo. L'esempio del domatore di leoni. Le psicoterapie per i sottocapi

Chi ha più potere ha meno stress

I leader hanno livelli più bassi di cortisolo, l’ormone della tensione. E meno ansia. Lo dimostra uno studio dell’Università di Harvard. La maggiore tranquillità di chi ha più oneri e impegni dipende da un accresciuto senso di controllo. L’esempio del domatore di leoni. Le psicoterapie per i sottocapi

Il potere non logora. Noi italiani lo sapevamo già: ce l’aveva detto (e dimostrato) Andreotti, ma ora la conferma viene dalla scienza e precisamente dall’autorevole Università di Harvard: più si ha potere e meno si soffre di stress. Un gruppo di ricercatori guidati dalla dottoressa Jennifer Lerner ha smentito l’impressione comune che avere più responsabilità e più impegni alla lunga faccia saltare i nervi e danneggi la salute. L’ha proprio ribaltata, mettendo sotto esame un gruppo di leader dell’amministrazione statale e del mondo militare e un gruppo di capi di grado inferiore.

LEADER SUPERUOMINI? -Paragonando i due gruppi, gli studiosi di Harvard hanno rilevato nei supercapi un livello più basso dell’ormone dello stress, il cortisolo, e minore ansia rispetto al gruppo dei vice e degli altri sottocapi. L’elemento fondante di questa maggiore resistenza nervosa sarebbe un forte senso di controllo della situazione, fattore psicologico noto per la sua capacità di tamponare lo stress.

Ma allora sono davvero superuomini quelli che ascendono ai posti di leader? Giriamo la domanda al professor Massimo Biondi, direttore del Dipartimento di Psichiatria e Medicina psicologica all’Università Sapienza di Roma.

«No, la capacità di coping, come si dice, di far fronte, è un insieme di abilità che si apprendono. Certo, non in modo passivo», risponde. «Lo stress è una specie di sfida, di sollecitazione, che chiama in causa le capacità di controllo. Facciamo l’esempio di un domatore di leone. Se una persona vede un leone si spaventa. Ma se viene addestrata a gestirlo, la conoscenza e la capacità acquisite riducono lo stress. Così, nella giungla sociale, quando uno arriva in un posto di preminenza aumenta il senso di padronanza, ha maggiori capacità di gestione, di conseguenza si spaventa e si preoccupa di meno, dunque il cortisolo cala».

IL MASCHIO ALFA - Il paragone arriva al maschio alfa, il capobranco per selezione naturale. «Il maschio alfa ha il cortisolo più basso degli altri componenti del gruppo, anche tutti gli altri ormoni dello stress più bassi e spesso il testosterone, l’ormone maschile, più alto. Tutto un assetto neuroendocrino e anche immunitario sono modificati in senso favorevole. Più stabili. Questo è documentato in molti studi»

Ma chi sta più in basso nella scala di comando, non ha il pieno controllo al proprio livello, dunque meno stress? «Eh no, ha un basso controllo della situazione. Si trova a dover subire, ha ridotta padronanza sugli eventi. Perciò è esposto maggiormente ad ansia, depressione, fino alle psicosi. Ma anche a malattie fisiche. I due piani, psichico e immunitario, vanno insieme. Non che lo stress crei delle malattie, ma scatena, può scatenare, quelle a cui si è predisposti: a uno verrà l’ulcera, a un altro un infarto, a un terzo la pressione alta».

Che fare ai gradini aziendali meno alti per tutelarsi? «Per il corpo», risponde il professor Massimo Biondi «curare i sintomi fisici, per la psiche ci si può rafforzare con specifiche psicoterapie brevi rivolte proprio a gestire lo stress». Fantozzi è avvertito: un rimedio c’è anche per lui, sideralmente lontano dal supertranquillo capo megagalattico.

Serena Zoli


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