Helicobacter pylori: nel Sud Italia antibiotici inefficaci in 1 caso su 3
La claritromicina, uno degli antibiotici più utilizzati per eradicare l'infezione, inefficace in un terzo dei casi. Helicobacter pylori è tra i principali fattori di rischio del tumore allo stomaco
Essendo la causa più frequente di insorgenza del tumore allo stomaco, c'è poco da festeggiare. È dell'Italia il primato europeo nei tassi di resistenza agli antibiotici da parte dell'Helicobacter pylori. In particolare, delle regioni del Mezzogiorno, dove oltre un un terzo dei ceppi isolati dai pazienti non risponde a uno degli antibiotici impiegati nella terapia: la claritromicina. Di conseguenza, per i pazienti che li ospitano, le probabilità di eliminare il patogeno diminuiscono. Non, invece, il rischio di sviluppare nel tempo la malattia oncologica, al di là della presenza o meno di sintomi. Un'insidia di non poco conto, di fronte alla quale l'arsenale risulta piuttosto spuntato.
HELICOBACTER PYLORI: 1 CEPPO SU 3 NON RISPONDE AGLI ANTIBIOTICI
La resistenza alla claritromicina, uno degli antibiotici più utilizzati per curare l'infezione da Helicobacter pylori in associazione con l'amoxicillina, è più che raddoppiata dal 1998 a oggi. Se fino al termine del secolo scorso il problema riguardava un decimo dei casi, lo stesso oggi si registra in oltre il 20 per cento delle infezioni. Fin qui il dato medio, perché l'emergenza che si vive in Italia meridionale è più significativa. Secondo uno studio presentato nel corso del congresso della Società europea di gastroenterologia e coordinato da Francis Megraud (a capo del laboratorio di microbiologia dell'ospedale Pellegrin di Bordeaux), le regioni del Mezzogiorno vantano lo spiacevole primato, nel Vecchio Continente. Analizzando i batteri raccolti da oltre 1.200 pazienti provenienti da 18 diversi Paesi, è emerso che, dalla Campania in giù, la resistenza si verifica in quasi il 37 per cento dei ceppi studiati. Più di quanto non si registri in Croazia (34.6), Grecia (30) e Polonia (28.5), per citare i Paesi alla spalle nella graduatoria. Al fondo della classifica, invece, si ritrovano la Norvegia (8.9), la Lettonia (6.8) e la Danimarca (5).