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Resistenza agli antibiotici: questi i batteri più pericolosi per l'uomo

pubblicato il 01-03-2017
aggiornato il 18-09-2017

L'Organizzazione Mondiale della Sanità redige un elenco con le 12 specie più pericolose per l'uomo. Le situazioni più delicate in ospedali, case di cura e strutture per anziani. Nuove speranze dalla «vecchia» fosfomicina

Resistenza agli antibiotici: questi i batteri più pericolosi per l'uomo

La lista è suddivisa in tre elenchi, che descrivono il grado di rischio associato a ciascuna specie batterica resistente agli antibiotici: critico, alto o medio. Mai prima d’ora l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva redatto un inventario di quelli che vengono definiti gli «agenti patogeni prioritari». Si tratta delle dodici famiglie di batteri che, parole dell’agenzia speciale delle Nazioni Unite, «rappresentano la più grande minaccia per la salute umana». L'elenco, come spiega Mari Paule Kieny, vice direttore generale per i sistemi sanitari e l’innovazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, «è uno strumento utile per garantire un’accelerazione nella ricerca e nello sviluppo di nuovi antibiotici con cui rispondere alle esigenze di salute pubblica impellenti».
 

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I BATTERI MULTIRESISTENTI SONO I PIU' PERICOLOSI 

Scorrendo i nomi delle specie inserite nella lista, redatta in collaborazione con il dipartimento di malattie infettive dell’ateneo tedesco di Tubinga, si nota come la minaccia più incombente sia rappresentata dai batteri gram-negativi. Si tratta di specie - sono così riconosciute in quanto si colorano di rosso a seguito della colorazione di Gram, un esame di laboratorio che permette di classificare i batteri - che in questi ultimi anni si sono dimostrate particolarmente scaltre nell’eludere l’azione degli antibiotici: rendendoli così inefficaci. Ma, ed è questo l’aspetto che più preoccupa chi lavora per porre un argine al fenomeno della resistenza, aumentata anche in ragione dell'uso improprio dei vecchi antibiotici, i batteri gram negativi risultano capaci anche di traferire i geni che conferiscono la resistenza ad altre specie batteriche: rendendole a loro volta «immuni» rispetto all’azione dei farmaci. L’aspetto più delicato riguarda i batteri multiresistenti: in grado cioè di opporsi all’azione non di un solo antibiotico, bensì di uno spettro più ampio. Alcuni di essi negli ultimi anni si sono rivelati in grado di eludere farmaci quali i carbapenemi e le cefalosporine: ad ampio spettro e dall’effetto massiccio. Sono questi i patogeni - generi: Acinetobacter, Pseudomonas e varie Enterobacteriaceae (tra cui Klebsiella ed Escherichia Coli) - più temuti all’interno degli ospedali, delle case di cura, delle strutture per anziani e dei centri di riabilitazione. In pazienti debilitati, infatti, simili infezioni possono risultare anche fatali: si stima in quasi la metà dei casi di contagio. La morte, in questi casi, avviene quasi sempre per una polmonite o per una setticemia.
 

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NUOVA ARMA CONTRO I GERMI MULTIRESISTENTI 

Contro i batteri inseriti nella lista a priorità «critica», una nuova opportunità è rappresentata dalla fosfomicina. Spiega Ercole Concia, direttore della clinica di malattie infettive e tropicale dell'azienda ospedaliero-universitaria di Verona. «Si tratta di un antibiotico ad ampio spettro d’azione, che si diffonde bene nell’organismo ed è ben tollerato. Lo utilizziamo già da marzo in associazione ai carbapenemi, agli aminosidi e alla colimicina. La molecola mostra un ampio spettro di attività che comprende diversi batteri gram-negativi e gram-positivi anche multiresistenti: come la maggior parte dei ceppi di Pseudomonas aeruginosa e di diverse Enterobacteriaceae multi-resistenti».
 

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IL SECONDO E IL TERZO SCAGLIONE

Nel secondo scaglione si trovano altri patogeni noti: come lo Stafilococco Aureo (provoca soprattutto di infezioni cutanee), l’Helicobacter pylori (responsabile delle ulcere gastriche e primo fattore di rischio per il tumore allo stomaco), il Campylobacter (responsabile del maggior numero di contaminazioni alimentari in Europa), le Salmonelle (tossinfezioni alimentari) e la Neisseria Gonorrhoeae (gonorrea, malattia a trasmissione sessuale). Nel terzo lo Streptococcus Pneumoniae (principale responsabile della polmonite), l’Haemophilus influenzae (infezioni respiratorie) e la Shigella (trasmissione con acqua o cibi contaminarti da feci, provoca dissenteria).

 

Di seguito l’elenco completo: 

 

Priorità 1: CRITICO

  1. Acinetobacter baumannii, resistente ai carbapenemi
  2. Pseudomonas aeruginosa, resistente ai carbapenemi
  3. Enterobacteriaceae, resistente ai carbapenemi

 

Priorità 2: ALTO

  1. Enterococcus faecium, resistente alla vancomicina
  2. Staphylococcus aureus, resistente alla meticillina e alla vancomicina
  3. Helicobacter pylori, resistente alla claritromicina
  4. Campylobacter, resistente ai fluorochinoloni
  5. Salmonelle, resistente ai fluorochinoloni
  6. Neisseria gonorrhoeae, resistente alle cefalosporine e ai fluorochinoloni

 

Priorità 3: MEDIO

  1. Streptococcus pneumoniae, non sensibile alla penicillina
  2. Haemophilus influenzae, resistente all’ampicillina
  3. Shigella, resistente ai fluorochinoloni

 

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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