Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora
L'esperto risponde

Come affrontare l'helicobacter resistente agli antibiotici?

pubblicato il 01-12-2015
aggiornato il 04-01-2017

Risponde Nicola Petrosillo, direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto “Lazzaro Spallanzani” di Roma

Come affrontare l'helicobacter resistente agli antibiotici?

PER TROVARE RISPOSTA AI TUOI QUESITI, SCRIVI UN'EMAIL A: redazione@fondazioneveronesi.it

Come posso eliminare l'helicobacter se è diventato resistente al antibiotico? Ci combatto da otto anni e nel frattempo ho fatto sempre tantissime cure.
Grazie, Laura
(da Facebook)

Risponde Nicola Petrosillo (nella foto), direttore del dipartimento di malattie infettive dell'Istituto "Lazzaro Spallanzani" di Roma

La terapia dell’infezione da helicobacter pylori si avvale di una combinazione di farmaci. Molte combinazioni sono state proposte, tra le quali una delle principali è la triplice terapia con inibitori di pompa protonica, e due antibiotici: amoxicillina e claritromicina. In alcuni schemi terapeutici viene addirittura aggiunto un terzo antibiotico, il metronidazolo. L’obiettivo dell’eradicazione del microrganismo è legata alla sua potenziale attività carcinogenetica. Ciò nonostante l’eradicazione può essere ostacolata dall’insorgenza di resistenze agli antibiotici, soprattutto claritromicina e metronidazolo, dall’aderenza dei soggetti all’assunzione della terapia, e dal fatto che l’ambiente acido può degradare gli antibiotici e renderli inefficaci. L’insorgenza di resistenze è comunque il fattore più rilevante, ed è nei suoi confronti che si stanno approntando nuove cure e nuovi approcci.

Nel nostro Paese si calcola che la resistenza al metronidazolo possa verificarsi fino al cinquantacinque per cento dei casi e quella alla claritromicina fino al venti per cento. Lo specialista che ha in cura un paziente con infezione da helicobacter pylori e resistenze agli antibiotici utilizzati ha la possibilità di inserire nella terapia altre classi di antibiotici, come i fluorochinolonici, pur considerando che anche per questa classe possono verificarsi resistenze. C’è poi un nuovo approccio basato sul fatto che i probiotici hanno un effetto inibitorio sul batterio e vari studi hanno dimostrato la loro efficacia come terapia supplementare a quella composta da antibiotici e inibitori della pompa protonica. Oltre a questo è importante un’appropriata soppressione dell’acidità gastrica, senza la quale l’eradicazione del germe è pressochè impossibile. In un futuro prossimo è auspicabile applicare una terapia antibiotica basata sulle effettive resistenze antibiotiche derivanti da specifici test di laboratori, come gli esami colturali e i test molecolari e genetici. 

Gli studi sono anche rivolti a nuovi agenti antimicrobici con elettiva efficacia nei confronti dell'helicobacter pylori utilizzando anche tecniche di micro e nanotecnologia. Nell’attesa di questi elementi innovativi, è consigliabile sempre affidarsi a specialisti esperti nella gestione delle infezioni da che sappiano modificare le terapie sulla base della loro efficacia clinica.

PER TROVARE RISPOSTA AI TUOI QUESITI, SCRIVI UN'EMAIL A: redazione@fondazioneveronesi.it


Articoli correlati


Commenti (0)


In evidenza