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Infezioni da campylobacter e listeria in aumento, diminuiscono le salmonellosi

Cresce la diffusione di alcuni patogeni emergenti. La profilassi passa da un’adeguata conservazione e cottura degli alimenti

Sconosciuta ai più, la campilobatteriosi è la malattia a trasmissione alimentare più diffusa in Europa, nonostante i numeri - tra il 2011 e il 2012 - abbiano fatto registrare un lieve calo. Stando ai dati dell’ultimo rapporto sulle zoonosi alimentari redatto dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) in collaborazione con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), le infezioni provocate dalle specie campylobacter rappresentano la quota principale delle zoonosi: ovvero di quelle malattie trasmesse dagli animali all’uomo. Oltre 214mila i casi documentati nel 2012 in Europa: il 12% in più rispetto a quattro anni prima.

ATTENZIONE AI VOLATILI

«Il pollame è il principale serbatoio di questi microrganismi: la carne contaminata consumata non adeguatamente cotta e la mancata adozione di norme igieniche di base durante la manipolazione e la conservazione sono le cause più frequenti della trasmissione all’uomo della malattia - afferma Adriana Ianieri, docente di ispezione e controllo degli alimenti di origine animale all’università di Parma -. La sintomatologia, come quella della maggior parte delle tossinfezioni alimentari è di tipo gastroenterico: caratterizzata da diarrea, crampi addominali, febbre e vomito».

Iniziata poco più di vent’anni fa, la diffusione costante della campilobatteriosi - assieme ai casi documentati di infezione delle ostriche a opera del batterio vibrio parahemolyticus e all’emergenza Bse - evidenzia come  le malattie di origine alimentare siano mutate molto, soprattutto nei paesi industrializzati.

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