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La circoncisione può prevenire l'Aids

pubblicato il 03-07-2013
aggiornato il 12-01-2017

Secondo un gruppo di ricercatori statunitensi, la diminuzione della carica batterica sul pene, ottenibile con l’intervento sull’organo maschile, avrebbe un effetto protettivo sulla trasmissione del virus Hiv

La circoncisione può prevenire l'Aids

Secondo un gruppo di ricercatori statunitensi, la diminuzione della carica batterica sul pene, ottenibile con l’intervento sull’organo maschile, avrebbe un effetto protettivo sulla trasmissione del virus Hiv

Che proteggesse dalla trasmissione del virus Hiv era già noto. È appena emersa, invece, la causa alla base dell’effetto dovuto alla circoncisione: ovvero una riduzione del microbiota del pene, l’insieme dei batteri che popolano l’organo genitale maschile. Ad avanzare l’ipotesi è un gruppo di ricerca dell’istituto di ricerca di genomica traslazionale di Phoenix, in Arizona.

CIRCONCISIONE E HIV - Di quanto sia importante la composizione batterica a livello intestinale si parla con maggior frequenza. Mai, invece, si era indagato sulle popolazioni batteriche che colonizzano il pene e che, stando a questo recente lavoro, potrebbero avere un ruolo nella trasmissione dell’Aids. «Sappiamo che la circoncisione può prevenire la trasmissione dell'Hiv dalla donna all’uomo, così come altre malattie sessualmente trasmissibili. Ma è importante scoprire perché - spiega Lance Price, il direttore del Centro e autore dello studio -. Pensiamo che questi cambiamenti nel microbiota possano spiegare, almeno in parte, come mai la circoncisione maschile ha un effetto protettivo». Nello studio, condotto su 156 uomini dell’Uganda, la rimozione del prepuzio ha causato un cambiamento significativo nella comunità batterica allocata sull’organo genitale maschile. I ricercatori hanno dimostrato che gli uomini circoncisi hanno avuto il 33,3 per cento in meno di batteri rispetto a quelli circoncisi.

COME AGISCE L’HIV - Per innescare la malattia, il virus che provoca l’Aids ha bisogno di raggiungere le sue cellule bersaglio, i linfociti T CD4+ che risiedono principalmente nel sangue o nei linfonodi. A seguito dello studio, adesso i ricercatori sospettano che i batteri del pene possano facilitare questo contatto in due modi: reclutando le cellule bersaglio o innescando un altro gruppo di cellule del sistema immunitario (le cellule di Langerhans) per consegnare il virus suscettibile ai linfociti T. «I nostri risultati sono interessanti dal punto di vista della salute pubblica, poiché siamo finalmente in grado di dettagliare le variazioni nella popolazione batterica associate alla circoncisione maschile - sostiene Cindy Liu, professore a contratto presso la divisione di genomica degli agenti patogeni all’università di Phoenix -. Anche se i disturbi del microbiota sono di solito indicati come negativi, questo può essere un caso in cui i cambiamenti hanno un effetto protettivo».

Fabio Di Todaro
@fabioditodaro

 

TAG: circoncisione, microbioma, Hiv, linfociti T, pene


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