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La Gioconda sorride: di quale falsa malattia?

pubblicato il 15-05-2019

Malata di cuore. Di ipotiroidismo. Con una paralisi al viso. Monna Lisa avrebbe poco da sorridere, se fossero stati reali i disturbi che i medici le attribuiscono

La Gioconda sorride: di quale falsa malattia?

Ha un sorriso enigmatico, si dice. Sarà fors’anche perplesso, dinanzi alle molteplici diagnosi di varie malattie che i medici le rovesciano addosso. Il sorriso poi sarebbe così sospeso per via della paralisi di Bell. Le sopracciglia mancanti? Un indizio tipico dell’ipotiroidismo, così come il collo grosso, a «gozzo». Insomma la Gioconda, se tutto questo, e altro, fosse vero, avrebbe ben poco da esser gioconda: d’animo, oltre che di nome. Da sempre c’è chi ha cercato di scoprirne il mistero, anche sottoponendola a visita medica. In anni recenti (2004) ecco un gruppo di reumatologi ed endocrinologi notare lesioni cutanee e gonfiori della mano riconducibili probabilmente a un'iperlipidemia familiare e a una precoce aterosclerosi

IL FASCINO DOVUTO ALLA CARENZA DI IODIO

No, no, no, ha dichiarato l’anno scorso sull’autorevole rivista Mayo Clinic Proceedings il cardiologo Mandeep Mehra, direttore dell’Heart & Vascular Center del Brigham and Women’s Hospital (Harvard). Non si tratta di queste malattie: oltretutto Monna Lisa non sarebbe arrivata ai 63 anni, come è noto, con tali problemi anche cardiaci. No. «L’enigma della Gioconda può essere risolto con una semplice diagnosi medica di ipotiroidismo», ha affermato strasicuro Mehra. «Ed è proprio il fascino delle imperfezioni della malattia che dà a questo capolavoro la sua misteriosa realtà e magia». Ipotiroidismo significa scarsa attività della tiroide, ghiandola posta nel collo che si gonfia in carenza di iodio, poco presente in effetti nell’alimentazione del Rinascimento. Difatti diversi dipinti e sculture dell’epoca rappresentano personaggi col «gozzo», nota ancora Mehra, fungendo gli artisti da «fotografi» del tempo. Un sostegno alla sua tesi il medico statunitense lo trova anche nella biografia della moglie di Francesco del Giocondo, da cui il nome Gioconda: aveva partorito pochi mesi prima di posare per Leonardo (cinque figli in totale), dunque poteva trattarsi di una tiroidite dopo la gravidanza. Mehra addita come ulteriori sintomi i capelli lunghi sì, ma finissimi e il colorito che tende al giallastro.

 

NON AVREBBE POTUTO PARTORIRE

Un altro no, quasi indignato, si è levato in questi giorni, sempre dagli Stati Uniti (Università del Texas) e sempre su una rivista scientifica, Hormones. L’ultimo arrivato è un endocrinologo, specialista proprio dei problemi della tiroide. Innamorato sia della medicina sia dell’arte, dichiara di avvertire a questo punto «una responsabilità personale» difendere la nobildonna fiorentina da diagnosi errate che ne limiterebbero anche il fulgore artistico. Monna Lisa, Lisa Gherardini da ragazza, ha diritto a un secondo parere medico. E il dottor Michael Yafi lo offre, smontando nettamente la diagnosi di ipotiroidismo. Le sopracciglia mancanti? Leonardo ha ritratto varie donne senza le sopracciglia. Il «gozzo»? Se davvero la bella Lisa l’avesse avuto, sarebbe stato più pronunciato. Il colorito tendente al giallo? Se la causa fosse l’ipotiroidismo, significherebbe che questa malattia durava da tempo, perché quel sintomo compare molto avanti nel disturbo. Il quale inibisce pure la fertilità. Ma, come già notato da Mehra, le fonti storiche dicono che la modella di Leonardo aveva partorito da poco. «A questo stadio della malattia non sarebbe neppure stata in grado di posare a schiena dritta», nota ancora il dottor Yafi.

TRAVERSIE DI UNA SIGNORA SU TAVOLA

Che, chiamando in causa il buonsenso, sottolinea quanto sia rischioso tentare diagnosi sulla base «di vaghe e sottili indicazioni di ritratti antichi». E sul colorito giallastro ricorda che può essere cambiato nel tempo il colore posato dall’artista. Ricorda anche che la Gioconda fu colpita dall'acido gettatole da un vandalo (1956). Infine che, prima ancora, nel 1911 fu rubata e nascosta chissà dove e in quali condizioni per tre anni. Questa è la diagnosi giusta? O i medici dovrebbero semplicemente astenersi dall’invadere la privacy più stretta delle signore su tavola? Monna Lisa sorride. Sorride sempre. Enigmatica, certo. E il suo sguardo ci sorpassa, senza vederci, lontano di 500 anni.


Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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