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Cardiologia

Piccoli in sovrappeso a rischio ipertensione

pubblicato il 09-10-2014
aggiornato il 06-02-2017

La pressione alta è un problema già in tenera età, ma basta qualche chilo in meno per ridurre le insidie. Domani l'Obesity Day

Piccoli in sovrappeso a rischio ipertensione

Schizza alle stelle, sotto il peso dei chili di troppo, anche la pressione dei piccoli. E si ammala di ipertensione con un rischio aumentato fino a sei volte nei ragazzi e a quattro volte nelle ragazze sovrappeso. Lo attesta uno studio tedesco, pubblicato sulla rivista International Journal of Preventive Medicine ed i cui risultati sono stati presentati in occasione del recente congresso della European Society of Cardiology tenutosi a Barcellona.

 

LO STUDIO

Oltre ventiduemila bambini e adolescenti sono stati raccolti in un ampio studio denominato PEP (Prevention Education Program) Family Heart Study e misurati soprattutto per valori di pressione arteriosa, indice di massa corporea, rapporto giro-vita-altezza, percentuale di grasso adiposo, con lo scopo di determinare se l’obesità, anche nei ragazzi, possa avere una correlazione con l’eventuale sviluppo di malattie cardiovascolari, dell’ipertensione in particolare.

Le aspettative dei ricercatori non sono state disattese: il sovrappeso, concludono, può essere considerato uno fra i principali fattori di rischio. Ma a preoccupare è soprattutto il trend di crescita della patologia in una nuova generazione, eccessivamente buongustaia: «Le probabilità di sviluppare ipertensione – dichiara Peter Schwandt, fra gli autori dello studio – sono sensibilmente aumentate soprattutto nei giovanissimi affetti da una forma di obesità centrale, ossia localizzata principalmente a livello addominale». Caso non raro a detta degli esperti, tanto che, in questa categoria di pesi massimi, un ragazzo su 5 e una ragazza su 4 e già iperteso e candidato a portare avanti nel tempo, oltre a questa, tutte le patologie correlate all’obesità: come diabete, cardiopatie, aterosclerosi.

 

PREVENZIONE

Basterebbe perdere anche solo qualche chilo, raccomandano i ricercatori tedeschi, per alleggerire l’organismo da un potenziale e importante fattore di rischio per la salute del cuore e procedere a un costante monitoraggio della pressione fin da bambini. Quest’ultima indicazione non è la "soluzione", ma può aiutare a definire alcune misure preventive o di intervento mirate prima di incorrere in vera patologia.

Quali ad esempio? «Posta diagnosi di ipertensione primitiva, e quindi esclusa la presenza di forme secondarie, la prevenzione dell’ipertensione arteriosa, già a partire dall’età pediatrica è quasi esclusivamente di tipo dietetico-comportamentale e prevede: la riduzione dell’eccesso ponderale, la riduzione dell’apporto di sodio con la dieta e un aumento dell’attività fisica – precisa Virginia Bicchiega, medico ricercatore nutrizionista del centro per l’obesità dell’Istituto Auxologico Italiano di Piancavallo (Verbania) e Milano -. Raramente e solo in casi selezionati sarà necessario ricorrere alla terapia farmacologia».

Obiettivo della prevenzione è evitare l’insorgenza di ipertensione arteriosa non solo in età pediatrica ma anche adulta: «Compito del pediatra – continua la specialista - è identificare i principali fattori di rischio che ne possono essere causa quali la familiarità in quanto bambini, figli di ipertesi, hanno valori pressori più elevati; il basso peso alla nascita. È stato dimostrato che quest’ultimo e il ritardo di crescita intrauterino costituiscono un fattore di rischio per ipertensione e malattie cardiovascolari nell’età adulta, ma anche sovrappeso e obesità rappresentando oltre il 50% di tutte le cause di ipertensione in età pediatrica.

E poi la sedentarietà; una adeguata attività fisica di 40 minuti per 3-5 giorni la settimana e una correzione della dieta (riduzione del sale e l’introduzione di adeguate quantità di potassio con il consumo di verdure e frutta fresca di stagione) contribuiscono in maniera maggiore alla riduzione della pressione nei bambini. Infine il fumo, infatti neonati di madri fumatrici hanno una pressione arteriosa più alta di quelli di madri non fumatrici e manifestano un incremento di valori pressori in seguito a stress superiore a quello dei coetanei fino ad un anno di età. Ma occorre fare anche l’esposizione al fumo passivo che avrebbe, anch’esso, un ruolo nell’aumentare la pressione arteriosa».

 

OBESITY DAY

Domani, per sensibilizzare i bambini e le loro famiglie a seguire regimi alimentari più equilibrati e stili di vita attivi, si celebra la quattordicesima edizione dell'Obesity Day. L'Associazione Dietisti Italiani ha coordinato l'apertura per l'intera giornata di 200 ambulatori di dietetica e nutrizione clinica negli ospedali. Previste consulenze gratuite.

Leggi lo speciale ipertensione di Fondazione Veronesi

 


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