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Cardiologia

Smog e malattie cardiorespiratorie: ecco come difendersi

pubblicato il 03-11-2014
aggiornato il 07-02-2017

Bambini e adulti in sovrappeso sono più a rischio. Dagli esperti le misure preventive: l’inquinamento ambientale e indoor tra le principali cause di malattia

Smog e malattie cardiorespiratorie: ecco come difendersi

Che sia ambientale, indoor o acustico non fa differenza: l’inquinamento in generale è responsabile ogni anno di danni più o meno importanti alla salute. Talvolta anche letali e con numeri di forte impatto: circa sette milioni di morti solo nel 2012 secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, suddivise quasi in egual misura fra cause e pericoli di tipo ambientale e rischi correlati a luoghi chiusi, case ed uffici ad esempio. Sono dati recenti emersi dal Congresso internazionale della Società Europea di Cardiologia conclusosi a Barcellona e sostenuti da uno studio, pubblicato sulla rivista European Respiratory Journal, che identifica non solo l’inquinamento ambientale come concausa di malattie respiratorie e cardiache, ma anche nuove categorie di rischio. Bambini, giovani e adulti in sovrappeso in testa.

 

UN NEMICO INSIDIOSO

Non si fa vedere, ma c’è e si svela quando è tardi. Con tosse e bronchiti nei bambini, perduranti anche in età adulta, nella migliore delle ipotesi e problematiche più serie in altri casi, come le malattie cardiovascolari. «L’inquinamento indoor, generato ad esempio da sistemi di combustione, agenti allergizzanti, solventi, prodotti chimici utilizzati nei luoghi chiusi pubblici e privati è il principale fattore di rischio per le patologie cardiache, preceduto solo dalla pressione alta e dal fumo di sigaretta, e superando nella gerarchia anche l’abuso di alcol e droghe, l’alto indice di massa corporea o il colesterolo alto, un’alimentazione povera di verdure e frutta», spiega Pier Mannuccio Mannucci, direttore scientifico della Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano - .

Su quello indoor influisce poi anche l’inquinamento ambientale: smog, traffico, polveri sottili. E proprio queste ultime, quale possibile ‘evento’ per mortalità per cause non accidentali, ed il loro valore soglia, sono sotto il mirino di ricercatori ed esperti: «Le direttive europee fissano come soglia limite per il particolato (polveri sottili) un diametro inferiore a 25 microgrammi per millimetro cubo d’aria – dichiara Mannucci - ma le linee guida dell’OMS le fissano molto più in basso, a 10 microgrammi». Una direttiva che trova concorde anche lo studio ESCAPE, pubblicato sul British Medical Journal, che ha indagato (per 12 anni) centomila soggetti, individuando nell’esposizione a lungo termine ad agenti ambientali tossici la corresponsabilità nello sviluppo di infarto e ictus, con un rischio aumentato di circa il 12%.

Ma c’è di più perché sempre lo studio Escape (European Respiratory Journal), occupatosi anche di definire il rischio di malattie respiratorie correlate all’inquinamento avrebbe attestato, grazie all’arruolamento di oltre 7600 volontari di otto nazioni diverse (Italia, Svizzera, Inghilterra, Francia, Germania, Belgio, Spagna, Svezia), una stretta correlazione con lo sviluppo di malattie respiratorie a cui sarebbero ugualmente sensibili bambini e adulti, ma con un rischio aumentato se in sovrappeso – ed è questa la novità evidenziata dallo studio – in quanto maggiormente esposti a infiammazioni polmonari.

 

PREVENZIONE

In attesa che le istituzioni adottino misure preventive a medio e lungo termine e limiti idonei, specie delle polveri sottili, a salvaguardia della salute dell’intera popolazione, alcuni accorgimenti posso essere intrapresi dal singolo per proteggersi dal rischio inquinamento: «Evitare di fare attività all’aria aperta nelle zone molto trafficate – conclude Mannucci – soprattutto nelle ore di punta; in caso di spostamenti a piedi o in bici, cercare i percorsi meno inquinati preferendo la mattina presto o la sera.

Ancora, non fumare in casa o in auto, arieggiare le stanze in orari di poco traffico, avendo cura di rimuovere spesso polvere e sporcizia, evitare prodotti per la pulizia o profumi spray contenenti formaldeide». E in caso di bimbi molto piccoli? «Utilizzare un marsupio – precisa ancora lo specialista - piuttosto che il passeggino che li tiene più lontani dalle zone basse in cui si concentra l’inquinamento e, non appena in grado, insegnare loro a respirare col naso, visto che le mucose nasali sono un efficace filtro per le polveri nocive dell’atmosfera».

 


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