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Fumo

Fumo in gravidanza: quanto pesano i problemi economici?

pubblicato il 13-05-2018
aggiornato il 14-05-2018

Varie ricerche mostrano che le difficoltà economiche aumentano la propensione al fumo in gravidanza. La strategia degli incentivi economici. In Italia fuma il 14% delle donne incinte

Fumo in gravidanza: quanto pesano i problemi economici?

C'è un nesso fra fumo, stress e condizioni economiche? E come influisce in particolare sulle scelte delle donne fumatrici in gravidanza? I dati scientifici in merito non sono chiari e un gruppo di ricercatori britannici ha cercato di capirne di più. 

Si sono domandati se le donne siano più portate a continuare a fumare in gravidanza quando esposte alle conseguenze di una recessione economica. Nello specifico alla crisi che ha colpito il Regno Unito fra i 2008 e il 2010. Sono quindi andati a confrontare, in un campione di 2.775 madri fumatrici, il dato fra quelle esposte o non esposte allo stress finanziario.

MAMME E FUMO: QUANTO CONTA IL FATTORE ECONOMICO?

La presenza di guai economici è risultata associata, sia pure in modo moderato, alla probabilità di continuare a fumare anche in gravidanza. Vale a dire che le donne esposte alla crisi finanziaria più delle altre hanno continuato a fumare, soprattutto se in condizioni finanziarie difficili.

Questa informazione, concludono gli autori, insegna qualcosa: le condizioni socioeconomiche, tanto a livello sociale quanto a livello individuale, sono obiettivi importanti quando ci si propone di ridurre il fumo in gravidanza, che comporta rischi gravi sia per la madre che per il nascituro.

Una precedente ricerca, sempre britannica, condotta da esperti del Great Ormond Street Institute of Child Health di Londra, aveva concluso che i genitori (di entrambi i sessi) che sperimentano difficoltà finanziarie hanno più difficoltà a smettere di fumare e quelli che avevano smesso hanno più probabilità di ricominciare.

Così il fumo in gravidanza danneggia il bambino

Così il fumo in gravidanza danneggia il bambino

21-12-2015

FUNZIONANO GLI INCENTIVI FINANZIARI? E SONO LECITI?

Da tempo il fattore economico viene preso in considerazione quando si parla di come arginare il tabagismo prima e dopo la nascita di un figlio. Fra le proposte vi è anche l'uso di incentivi finanziari, anche con buoni-spesa, voucher o simili, per le donne che smettono di fumare e che dimostrino di continuare a restare lontante dalle sigarette. Il sistema è già stato sperimentato in diversi paesi, ottenendo risultati interessanti (le ragazze incentivate anche con denaro o buoni spesa sono risultate più portate a non fumare rispetto alle altre a cui era stata offerta una consulenza antifumo più tradizionale, anche dopo la nascita del bambino). Ma hanno ottenuto anche molte critiche. Quanto è lecito fare leva sullo stato di bisogno per produrre un beneficio in termini di salute? Si tratta di sana promozione del cambiamento o di un ricatto?

Danni da fumo in gravidanza sottostimati

Danni da fumo in gravidanza sottostimati

29-08-2016

LE OPINIONI POSSONO INFLUENZARE IL RISULTATO

Una ricerca appena pubblicata sull'European Journal of Health and Economics ha indagato le opinioni di francesi e inglesi sugli incentivi finanziari per promuovere la smoking cessation in gravidanza. I risultati hanno mostrato reazioni assai differenti, l'idea era bene accetta presso i francesi, molto meno dagli inglesi. Il che significa che, se non si vuole fare un buco nell'acqua, prima di decidere se adottare o meno politiche antifumo di questo genere sarebbe meglio prima sondare il loro grado di accettabilità nella comunità in cui si vogliono proporre. 

IN ITALIA FUMA IL 14 PER CENTO DELLE DONNE INCINTE

In Italia sono 14 su cento le donne in gravidanza che fumano (23 su cento le fumatrici in generale) e 11 su cento fumano in allattamento (dati del sistema di sorveglianza PASSI raccolti fra il 2014 e il 2016). Il titolo di studio e le condizioni economiche sembrano avere una pesante influenza: fra le laureate la quota future mamme fumatrici è meno della metà (10%) rispetto a quella delle donne con la terza media (24%). Nel 19% dei casi il fumo col pancione viene spiegato con "difficoltà economiche". 

 

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il sito della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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