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Fumo

Smettere di fumare riduce i rischi per il cuore

pubblicato il 29-08-2019

In quanto tempo calano i rischi di malattie cardiovascolari se si smette di fumare? La differenza per il cuore c'è da subito, ma per azzerare la differenza occorrono molti anni

Smettere di fumare riduce i rischi per il cuore

È il cuore una delle grandi vittime del fumo di sigaretta e smettere di fumare è uno dei più efficaci investimenti per migliorare la salute cardiovascolare. Ma in quale misura si riduce il rischio di ammalarsi, e in quali tempi? A rispondere a queste domande uno studio apparso sul Journal of the American Medical Association (Jama), che ha valutato l'evolversi nel tempo delle condizioni cardiovascolari di 8.770 individui fra cui quasi 2.400 forti fumatori (ex o ancora tali). Ne è emerso che smettere fa bene al cuore, e fa bene da subito. Ma i segni del tabagismo durano a lungo.


FUMO E SALUTE CARDIOVASCOLARE

Qual è l’effetto del tabacco sul sistema cardiovascolare? Il fumo danneggia rapidamente i vasi sanguigni e il cuore, anche poche sigarette aumentano i rischi di malattie ed eventi cardiovascolari. Le sostanze dannose contenute nelle sigarette - nicotina compresa - alterano lo stato delle pareti dei vasi, favorendo l’aterosclerosi, le malattie coronariche, lictus, le patologie vascolari periferiche e gli aneurismi addominali. Si stima che circa un quinto dei decessi causati dalle malattie cardiovascolari sia connesso al tabacco. Smettere di fumare è il rimedio più efficace e rapido per abbassare il rischio. Funziona. Ma le conseguenze durano nel tempo.

ENTRO 5 ANNI RISCHIO RIDOTTO AL 60%

Come spiegato dalle pagine di Jama, gli autori della ricerca, provenienti da varie università statunitensi, hanno rilevato che entro 5 anni dallo stop al fumo il rischio di incorrere in una malattia cardiovascolare scende sensibilmente rispetto a chi continua a fumare, risulta quasi dimezzato (il 61% del rischio di un fumatore). Ma negli ex fumatori questo stesso rischio resta più alto (del 25% circa) rispetto a chi non ha mai fumato, anche fino a 10 anni dopo e probabilmente oltre. Morale? Il beneficio per la salute del cuore diventa sostanziale già nel giro di pochi anni, anche se non potrà dirsi del tutto normalizzato (cioè pari a quello di un non fumatore) per almeno 10 o 15 anni.

UN DATO DA TENERE A MENTE

«È un’informazione importante per i medici e per i pazienti», ha commentato in un editoriale Thomas Cole, condirettore di Jama. «E i fumatori che stanno pensando di smettere dovrebbero sentirsi incoraggiati da questi dati. A livello di popolazione, però, i risultati di questo studio devono fare riflettere». Ovvero: il calo nelle malattie cardiovascolari laddove il numero di fumatori è in diminuzione, come Giappone, USA o Regno Unito, può farsi attendere diversi anni; mentre laddove i fumatori aumentano, come in molti paesi asiatici, c’è da aspettarsi che il tasso delle malattie cardiovascolari «incrementi per decenni nel futuro». E prepararsi di conseguenza.

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il sito della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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